In Afar con LVIA #3

Cambiamenti climatici e terra

I pastori Afar soffrono i cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici ci toccano tutti. Ma non nello stesso modo.
Siamo nella regione Afar dell’Etiopia, una delle zone più aride del pianeta. Per lunghi periodi dell’anno non piove ma poi, quando le piogge tornano, sono molto violente e spazzano via tutto.
La terra si erode, frana, e non è più coltivabile

L’intervento di LVIA insieme alle comunità locali sta ridando speranza: 50 ettari di terra sono stati recuperati e sono gestiti dalle comunità.  3 mila persone coltivano questa terra di nuovo fertile. Spesso queste terre sono coltivate con del foraggio per garantire un nutrimento al bestiame, che è la principale fonte di sostentamento delle comunità pastorali dell’Afar.

Il video, di Tommaso Montaldo, è stato realizzato nell’ambito del progetto

Escape4Change: per capire e agire contro il cambiamento climatico”

promosso dalle associazioni LVIA ed Eufemia,la collaborazione della Fondazione La Stampa – Specchio dei Temi ed il contributo dell’Unione Europea attraverso il Consorzio delle Ong Piemontesi, nell’ambito del progetto “Frame, Voice, Report” .

Questo video, insieme ad altri quattro, racconta in “pillole” l’Afar, la regione etiope definita la culla dell’umanità. Qui infatti milioni di anni fa ebbe inizio la storia dell’uomo ma oggi si presenta come una delle aree più inospitali del pianeta. Prolungate siccità a causa dei cambiamenti climatici hanno reso questa terra arida, minacciando la vita di un’intera popolazione.

I pastori Afar, che soffrono a causa dei dei cambiamenti climatici, sono gli unici in grado di abitare queste terre aride proprio grazie al loro stile vita, duro e difficile ma “resiliente”: i pastori con le loro mandrie si spostano spesso nel corso dell’anno, là dove trovano pascoli e acqua. Ma il regime delle piogge sta cambiando e le condizioni di vulnerabilità delle comunità pastorali peggiorano.

L’impegno di LVIA nella regione Afar è forte, al fianco delle popolazioni locali per garantire il diritto di continuare a vivere nella propria terra.