Acqua e igiene

Tra il 1990 e il 2010, oltre due miliardi di persone hanno avuto accesso a fonti di acqua potabile “migliorate”, ossia reti idriche e pozzi in cui l’acqua è sicura e salubre. Significa che l’impegno della comunità internazionale ha dato il suoi frutti.
Ma la situazione resta critica e bisogna continuare, anche adottando nuove strategie soprattutto di fronte a situazioni di cambiamento climatico e da cui le comunità devono imparare a tutelarsi per evitare effetti catastrofici come le carestie e crisi alimentari.
LVIA può testimoniare che quando arriva l’acqua, la vita si trasforma: migliora la vita delle famiglie, soprattutto delle donne, migliorano l’economia, la salute e l’alimentazione, diminuiscono i conflitti. Dalla nascita, nel 2003, della Campagna LVIA “Acqua è Vita”, attraverso gli interventi promossi da LVIA è stato garantito il diritto all’acqua a 1 milione e 500mila persone in Africa Subsahariana.

Alcuni dati sulla situazione odierna:

  • 1 persona su 10 non ha accesso ad acqua pulita: 663 milioni di persone vivono ancora senza accesso ad una fonte d’acqua sicura vicino casa, e sono costrette a spendere innumerevoli ore in coda o in cammino per raggiungere fonti lontane spesso non potabili
  • 1 persona su 3 non dispone di una toilette: 1,8 milioni di persone bevono da una fonte d’acqua contaminata dalle feci, mettendole a rischio di contrarre il colera, la dissenteria, il tifo e la poliomelite. L’uso di acqua insicura, e la scarsa igiene e salute causa circa 842mila morti ogni giorno.
  • La diarrea, malattia causata principalmente dall’uso di acqua non sicura, uccide 4.000 bambini ogni giorno, più di AIDS, malaria e morbillo
  • 443milioni di giorni di scuola sono persi ogni giorno a causa di malattie legate alla scarsità di acqua e di igiene

La strategia LVIA

Il settore “Acqua e Igiene” è il primo in cui la LVIA intervenne, nel 1967, in Kenya.

Con quel primo intervento è nata la “Storia d’Acqua” che la LVIA ha scritto con tanti partner africani. In questi anni abbiamo realizzato pozzi, trivellazioni, pompe a mano, ad energia solare ed eolica; abbiamo reso potabili delle sorgenti, costruito acquedotti e bacini per la raccolta dell’acqua piovana per migliorare le attività agro-pastorali.

Tantissimi cittadini ed enti pubblici privati in Italia hanno contribuito alle attività diventando “Portatori d’Acqua” con LVIA

La LVIA interviene per consentire l’accesso permanente all’acqua pulita e potabile non attraverso una “fornitura” pura e semplice, ma supportando le comunità nell’espressione e risoluzione dei propri bisogni. L’obiettivo ultimo, e il più importante, è andare oltre l’emergenza. Crediamo che un passo fondamentale per risolvere della crisi idrica consista nel supportare le comunità locali verso l’autonomia nella gestione delle proprie risorse idriche. Ampio spazio, quindi, alla creazione dei comitati di gestione dei punti d’acqua, alla formazione di tecnici in grado di effettuare la manutenzione, all’educazione ambientale nelle scuole e all’informazione nei quartieri per un utilizzo corretto e sostenibile della risorsa.

Acqua significa anche igiene. Molti contesti africani sono ancora privi della rete fognaria: le acque reflue si riversano sulle strade, contaminando cibi e acqua e provocando terribili malattie, come il colera, che sono ancora tra le prime cause di morte nel continente. Per questo, la realizzazione di infrastrutture idriche è affiancata dalla costruzione di servizi igienico-sanitari.

Negli ultimi 15 anni, dalla nascita, nel 2003, della Campagna LVIA “Acqua è Vita”, attraverso gli interventi promossi da LVIA è stato garantito il diritto all’acqua a 1 milione e 500mila persone in Africa Subsahariana.

Video Gallery

Siccità in Afar, Etiopia (2016): 10 Milioni di persone colpite
Interventi LVIA per la resilienza

Acqua è vita – versione lunga
(Kenya, Senegal Burkina Faso, Etiopia, Italia)

Acqua è vita
versione breve

Acqua e conflitti  breve
Nord Kenya

Siccità nel Corno d’Africa (2011)

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