Un ciclone colpisce il Mozambico. LVIA si attiva

Articolo da Notiziario LVIA dicembre 2018

di Maurizia Sandrini e Sabrina Tardivo

A inizio 2018, un forte ciclone si è abbattuto sulla Provincia di Nampula, in Mozambico. A distanza di mesi, i danni per la popolazione restano enormi. Le case distrutte, il raccolto di un intero anno perso, i loro beni e mezzi di sostentamento sono stati spazzati via.

Il Mozambico è considerato tra i paesi al mondo più vulnerabili ai cambiamenti climatici ed il Governo ha adottato una “Strategia Nazionale di Adattamento” che identifica due fattori principali che rendono il Paese vulnerabile ad eventi climatici estremi. Il primo è l’oggettiva esposizione al rischio, dovuta alla posizione geografica del Mozambico, nella zona di convergenza inter-tropicale, all’esistenza di vaste aree depresse al di sotto del livello del mare e alla presenza di nove bacini idrografici, che aumentano esponenzialmente il rischio d’inondazione di vaste aree del territorio. Il secondo fattore è il basso sviluppo socio-economico del paese e la provincia di Nampula registra i più bassi indicatori di sviluppo rispetto al contesto nazionale.
L’arrivo del ciclone ha quindi evidenziato la scarsa capacità di mitigazione e adattamento ai fenomeni climatici estremi, esacerbati dal cambiamento climatico in corso, specialmente per le popolazioni residenti in aeree rurali e suburbane.

L’Istituto Nazionale di Gestione delle Calamità, responsabile della Protezione Civile Nazionale, ha rilevato che nella Provincia di Nampula la depressione tropicale ha portato un’intensità di pioggia doppia rispetto al normale (in media 200 mm., contro i normali 80-100 mm.) e venti con velocità fino a 100 km/h. L’evento climatico ha colpito 73.000 persone in 21 distretti della provincia, distruggendo completamente o parzialmente le case, costruite con materiale precario. È stato dichiarato il rischio di insicurezza alimentare per più di 2mila famiglie a causa dell’inondazione totale dei campi, che costituiscono la fonte principale di sopravvivenza. Notevoli inoltre, i danni a diverse strutture sul territorio provinciale per un valore stimato a più di 3milioni di euro con la totale distruzione di 10 centri sanitari, 10 strade danneggiate che hanno provocato l’isolamento delle comunità circostanti, 80 postazioni per l’erogazione di energia abbattute e 170 scuole completamente distrutte.

LA RISPOSTA LVIA

Monapo, Mossuril e Nacala sono i distretti della Provincia di Nampula che hanno registrato i maggiori danni e dove la situazione di emergenza è perdurata a lungo, a causa delle continue piogge e dell’incapacità di ristabilire le normali condizioni di sicurezza: 950 ettari di terreno sono stati inondati e il raccolto perduto; 60.000 case sono state distrutte totalmente o parzialmente; 3.400 famiglie sono a rischio di insicurezza alimentare e 20.700 persone in condizioni di elevata vulnerabilità socio-economica. Le scuole e i centri sanitari hanno subito rilevanti danni, compromettendo il normale svolgimento delle attività. La viabilità delle strade è stata compromessa, causando l’isolamento di molte comunità, soprattutto quelle rurali. LVIA è presente nell’area di Nampula dal 2015, con interventi finalizzati alla tutela dell’ambiente ed al miglioramento del sistema di gestione dei rifiuti. In questa drammatica situazione, l’associazione ha presentato all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo il progetto “RESO: Resilienza Economica e Sociale nei Distretti di Monapo, Nacala Porto e Mossuril – Provincia di Nampula”.

Cosa prevede

Il progetto è iniziato il primo ottobre 2018, in collaborazione con l’Ong francese Inter Aide e Caritas Mozambicana.
Le finalità dell’iniziativa sono fornire l’accesso all’acqua e ai servizi igienici, divulgare buone pratiche sanitarie nelle scuole, nei centri di salute e nelle comunità; migliorare la sicurezza alimentare e la produzione agricola; aiutare le famiglie più povere, soprattutto i nuclei con mamme che da sole devono provvedere ai bambini, a diversificare le fonti di reddito e non essere totalmente dipendenti dall’attività agricola; consolidare l’attuazione dei Piani Distrettuali di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e promuovere la creazione di un Piano distrettuale teso a migliorare la capacità di prevenire i disastri causati da eventi climatici.