Tracciare sentieri di pace: l’esperienza del Servizio Civile

Un intero anno per mettersi alla prova, costruire e decostruire, fare un’esperienza di crescita professionale e personale. I giovani in Servizio Civile hanno appena concluso il loro percorso e condividono le riflessioni su un’esperienza che lascia il segno.

Virginia in Tanzania

Mentre scrivo queste righe il mio anno di Servizio Civile Universale in Tanzania sta per concludersi. Mi sembra impossibile pensare che siano già passati dieci mesi da quando sono arrivata qui, a Kongwa, con una valigia piena di aspettative e una curiosità enorme per tutto ciò che ancora non conoscevo.

Questo anno è stato, prima di tutto, una grande prova di adattamento e di pazienza. In questi mesi si è reso necessario un lungo lavoro di archiviazione e riordino dei documenti relativi ai progetti, un’attività che ha richiesto tempo, precisione e molta costanza.
All’inizio non è stato semplice accettarlo. Ho dovuto fare i conti con la delusione di non poter partecipare quanto avrei voluto alle attività sul territorio. Col tempo, però, ho imparato che ogni esperienza ha il suo significato e che anche il lavoro meno visibile contribuisce concretamente alla riuscita di un progetto. È stata una lezione importante, forse una delle più importanti che porto a casa.
Ho imparato lo swahili molto più di quanto avrei immaginato e, parola dopo parola, conversazione dopo conversazione, ho scoperto un modo nuovo di entrare in relazione con le persone. Parlare la lingua locale mi ha permesso di sentirmi parte della comunità e di costruire legami autentici.
Uno degli aspetti più belli di questo anno sono state proprio le persone. Ho legato profondamente con i miei colleghi locali, con i quali ho condiviso giornate di lavoro, sfide e tanti momenti di leggerezza. Sono nate amicizie sincere che continueranno ben oltre questa esperienza. Lo stesso è accaduto nel villaggio e a Dodoma, dove ho incontrato persone che mi hanno accolta con una generosità e un affetto che non dimenticherò facilmente.

Virginia a Kongwa

Oggi mi fermo a pensare a quanto fosse sconosciuto tutto questo appena un anno fa. I paesaggi che ormai riconosco a colpo d’occhio, i colori accesi dei mercati, il profumo della terra dopo la pioggia, le strade polverose di Kongwa, i tramonti infiniti e le voci delle persone che ormai mi sono familiari. Sono immagini e sensazioni che si sono intrecciate alla mia quotidianità e che continueranno ad accompagnarmi anche quando sarò tornata a casa.
Se ripenso alla Virginia che è arrivata qui dieci mesi fa, mi accorgo di quanto sia cambiata. Porto con me nuove competenze, nuove amicizie e una conoscenza più profonda di me stessa. Ma soprattutto porto con me la gratitudine per aver avuto l’opportunità di vivere questa esperienza.
Perché alcuni luoghi si visitano e poi si lasciano alle spalle. Altri, invece, entrano a far parte di te e continuano ad accompagnarti anche quando te ne vai. Per me, la Tanzania sarà sempre uno di questi.

Francesca in Italia

È stato un anno importante per me, nel quale ho affrontato diverse sfide personali, che mi hanno messa alla prova, permettendomi di uscire più volte dalla mia confort zone. Ho avuto l’occasione di interfacciarmi con persone differenti da me, da cui ho imparato e con cui ho potuto confrontarmi.
L’attività alla quale mi sono dedicata di più è stata quella di collaborare in un centro educativo gestito presso il Circolo ARCI Da Giau a Torino. Qui ho trascorso i mesi più belli del mio servizio civile, ricchi di apprendimento, relazioni, nuovi compiti, nuove sfide e tante emozioni. Ho potuto interfacciarmi con l’equipe educativa, composta da altrə civilistə come me e da educatrici, con cui mi sono confrontata e formata, con l’obiettivo di impegnarsi per supportare al meglio i bambini e le bambine con cui lavoravamo.
Uno dei ricordi più belli che porterò con me, è la soddisfazione di veder progredire i ragazzi e le ragazze che per mesi ho affiancato e sostenuto, diventando per loro, oltre che un supporto nello studio, anche un riferimento a cui potersi raccontare. A loro sono ormai molto affezionata, sono stati per me stimolo di crescita, e con cui ho avuto l’occasione di imparare a riconoscere le mie potenzialità, e a scoprire il mio interesse verso il mondo educativo.
Consiglierei il servizio civile con LVIA a coloro che sono interessatə ad un ambiente di crescita e sviluppo sociale, e che hanno voglia di mettersi in gioco anche essendo d’aiuto al prossimə.

Francesca con i bambini del progetto Il Villaggio che Cresce a Torino

Vittorio in Tanzania

Fin dai primi giorni, ho capito che questa esperienza sarebbe andata oltre il semplice svolgimento di un progetto. Vivere a Kongwa ha significato immergermi in una realtà diversa dalla mia. Ho imparato nuove abitudini, mi sono confrontato con una cultura ricca di valori e ho costruito relazioni autentiche con le persone incontrate lungo il cammino.
Ho visto luoghi che difficilmente riuscirò a descrivere a parole. Ho ammirato vasti tratti di terra rossa, orizzonti sconfinati, tramonti spettacolari e paesaggi che rimarranno impressi nella mia memoria per sempre. Tuttavia, ciò che porterò con me saranno le persone incontrate durante questi mesi. Ho conosciuto uomini, donne e bambini capaci di accogliermi con grande generosità, insegnandomi il valore della semplicità, della resilienza e della condivisione.
Questi undici mesi rappresentano molto più di un’esperienza di volontariato. Sono stati un percorso di crescita personale e professionale, caratterizzato da sfide, scoperte e insegnamenti che continueranno a influenzare il mio futuro. Ho imparato ad adattarmi a contesti nuovi, a lavorare in squadra in un ambiente multiculturale e a osservare il mondo da prospettive diverse. La Tanzania mi ha lasciato ricordi indimenticabili, amicizie sincere e un modo di vedere il mondo, di vivere la vita che nessun altro paese sarebbe riuscito a trasmettermi.

Vittorio a sx durante una distribuzione di stufe migliorate in Tanzania