Isola di Pemba: accesso all’acqua e sviluppo urbano
Nell’ottobre 2023 LVIA ha avviato il progetto Kijani Pemba (“Pemba Verde”), con l’obiettivo di rafforzare la resilienza ambientale e urbana nei municipi di Chake Chake e Mkoani, nel sud dell’isola dell’arcipelago di Zanzibar. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con WeWorld e PIRO – The Popular Inspiring & Relief Organization ed è finanziata dall’Unione Europea e cofinanziata dall’otto per mille della Chiesa Valdese e numerosi sostenitori.
Il progetto punta a promuovere uno sviluppo urbano più sostenibile, migliorando l’accesso ai servizi di base e contribuendo ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
Tra le azioni principali rientra il rafforzamento delle risorse idriche, con particolare attenzione all’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici in scuole e strutture sanitarie. Si tratta di interventi fondamentali per la salute della popolazione, soprattutto in un contesto in cui l’approvvigionamento idrico dipende in gran parte da pozzi superficiali, spesso esposti al rischio di contaminazione dovuta al mare e alle piogge.

Nel settore idrico, l’attenzione delle progettualità si concentra sempre più sull’autonomia gestionale della risorsa, sia a livello comunitario che istituzionale: non solo accesso e qualità dell’acqua, ma anche sostenibilità tecnica, economica e governance locale. LVIA propone un approccio basato sullo sviluppo territoriale integrato e sostenibile, con un forte coinvolgimento delle comunità locali affinché possano partecipare attivamente ai processi decisionali e diventare protagonisti dello sviluppo delle comunità.
“A Pemba l’acqua è un bene molto prezioso: non si può dire che sia completamente assente, ma è sicuramente difficile da raggiungere.” racconta Andrea Bosio, coordinatore del progetto, “Anche nelle aree urbane, infatti, l’accesso diretto nelle abitazioni non è sempre garantito perché l’acqua non è accessibile in tutte le ore della giornata. La siccità alternata alle forti piogge e le scarse infrastrutture non garantiscono un approvvigionamento idrico costante. È quindi facile immaginare quanto sia complesso per le famiglie reperire acqua per i bisogni quotidiani.
Una componente importante del progetto Kijani Pemba ha risposto a queste difficoltà con la realizzazione di strutture WASH: ovvero punti acqua dove le persone possono recarsi per rifornirsi, possono usufruire dei servizi igienici separati per uomini e donne, accessibili anche alle persone con disabilità, e sono dotati di cisterne per la raccolta dell’acqua.
L’acqua viene raccolta in diversi modi: attraverso sistemi di raccolta dell’acqua piovana e tramite serbatoi collegati alla rete idrica, che permettono di accumulare riserve da utilizzare anche quando l’acqua non è disponibile.

Inoltre, a gennaio 2026 è stata completata la perforazione di due pozzi artesiani nell’area urbana di Chake Chake, nella zona di Shamiani. I pozzi, rivestiti in UPVC — un materiale plastico rigido, durevole e privo di additivi — hanno un diametro di circa 20 cm, superiore agli standard convenzionali. Questa scelta tecnica, condivisa con le autorità locali, consente di garantire un’elevata portata d’acqua, maggiore efficienza delle pompe, durata nel tempo e facilità di manutenzione, anche in presenza di variazioni stagionali della falda.
Fin dall’avvio del progetto è stato adottato un approccio fortemente partecipativo, coinvolgendo autorità locali, comitati di gestione dell’acqua e cittadini. Attraverso incontri, analisi condivise e momenti formativi, le comunità hanno acquisito strumenti e competenze per contribuire attivamente alle scelte progettuali.

Le tubature del pozzo di Shamiani
In questo contesto, sono stati proprio i residenti e le autorità di Chake Chake a individuare l’emergenza idrica urbana come priorità, orientando l’intervento verso le aree a maggiore densità abitativa. La scelta di Shamiani è stata il risultato di un processo condiviso: l’area è stata ritenuta particolarmente adatta per le condizioni favorevoli delle falde e per la disponibilità di spazi necessari alla realizzazione delle infrastrutture. Nei 10 villaggi urbani di Chake Chake, circa 45.390 residenti hanno ricevuto aumento medio di 8–10 litri di acqua potabile al giorno per persona; anche grazie al collegamento dei due pozzi al serbatoio di raccolta principale.
Un giovane che si trovava vicino al pozzo, Ali di 15 anni, ha detto:
“Abbiamo molte difficoltà a reperire l’acqua. Quando dobbiamo andare lontano da casa a prenderla ci mettiamo molto tempo e io e altri ragazzi arriviamo tardi a scuola. Sono contento che adesso avremo una fonte affidabile.”

