In Burundi con i Club dell’Ambiente, i giovani diventano i leader della protezione della natura

Di Rachel Opota 

Bujumbura, 2026 – Ogni venerdì, quando la campanella annuncia la fine delle lezioni, il cortile del Liceo del Lago Tanganica non si svuota completamente. Gli studenti si dirigono verso i diversi club scolastici, spazi di apprendimento e impegno che scandiscono la vita dell’istituto.

Tra questi, il club dell’ambiente riunisce studenti motivati che si incontrano per proteggere il proprio ambiente di vita e sensibilizzare i compagni sull’importanza della natura.

In questo club non ci si limita a parlare: si agisce. Gli studenti imparano come prendersi cura della loro scuola, del loro quartiere e dell’ecosistema del lago Tanganica.

Nelle classi hanno installato dei cestini per raccogliere carta, penne usate e altri rifiuti. All’esterno, altri contenitori permettono di separare la plastica dalla carta, mentre i rifiuti vegetali vengono trasformati in compost in un angolo del terreno. Nulla è lasciato al caso: ogni rifiuto deve avere il suo posto.

Per Chanel, 16 anni, studentessa della 3ª liceo scientifico (indirizzo B), entrare nel club è stato un vero punto di svolta.

«Prima ero influenzata dagli altri. Ma poi ho capito che proteggere l’ambiente significa proteggere la nostra salute, la nostra economia e il futuro delle generazioni future», racconta. Da allora partecipa alla raccolta differenziata, alle giornate di pulizia, alla piantumazione di alberi e non esita più a parlarne anche a casa. «Adesso, quando vedo dei rifiuti per terra, li raccolgo. E spiego anche alla mia famiglia perché è importante proteggere l’ambiente.»

Con il tempo, il club è diventato molto più di un semplice gruppo di pulizia. È un luogo in cui gli studenti imparano a osservare ciò che li circonda, a individuare i problemi legati ai rifiuti e poi a immaginare soluzioni. Prendono la parola davanti ai compagni, organizzano campagne di sensibilizzazione nelle loro comunità e nelle loro famiglie. Senza accorgersene, sviluppano atteggiamenti da leader ecologici, capaci di coinvolgere gli altri nel cambiamento.

I risultati sono visibili nel cortile della scuola. Shemeza, 14 anni, ricorda:

«Prima c’erano carte e altri rifiuti nel cortile. Oggi ce ne sono molti meno.» Come gli altri membri del club, ha imparato a differenziare e a usare correttamente i cestini. Piccoli gesti ripetuti, che hanno poco a poco cambiato il volto dell’istituto.

Questa dinamica non è recente. Creato nel 2001, il club dell’ambiente accompagna da oltre vent’anni generazioni di studenti. Egide, insegnante e responsabile del club fin dalla sua creazione, ha visto questa evoluzione passo dopo passo. «Il club mira a educare gli studenti all’ambiente e a farne dei punti di riferimento nelle loro comunità. Possono condividere ciò che imparano qui per preservare l’ecosistema», spiega. Oggi osserva un vero cambiamento nei comportamenti. «Non abbiamo più bisogno di rincorrerli perché tengano pulita la scuola. Sanno cosa fare.»

All’interno dell’istituto, anche gli alberi da frutto piantati negli anni dai membri del club sono un’ulteriore testimonianza del lavoro svolto. Offrono un’ombra preziosa, migliorano la qualità dell’aria e producono frutti di cui beneficiano gli studenti. Per la dirigente scolastica, la signora Olive, l’impatto va ben oltre i muri della scuola. «Gli studenti del club sensibilizzano gli altri e li aiutano a capire come gestire correttamente i rifiuti e proteggere l’ambiente», sottolinea. Poco a poco, questi giovani diventano veri ambasciatori della tutela dell’ambiente nelle loro famiglie e comunità.

In una regione dove il lago Tanganica, spesso minacciato dai rifiuti plastici, è al centro della vita quotidiana, della biodiversità e dei mezzi di sussistenza, questi studenti dimostrano che un cambiamento duraturo può nascere da un piccolo gruppo motivato.

Chanel lo riassume con le sue parole:

«La Terra è la nostra casa comune. Anche un piccolo gesto conta per proteggerla.»

Il progetto ECOCIRC, finanziato dall’Unione Europea e realizzato da LVIA e dai suoi partner, sostiene la Rete di Promozione dell’Educazione Ambientale in Burundi, di cui fa parte il Liceo del Lago Tanganica. Grazie alla COPED, ECOCIRC accompagna l’iniziativa «Zero rifiuti nella mia scuola», attuata in 18 scuole situate vicino al lago Tanganica.

Le attività  comprendono: la realizzazione di spazi per la raccolta differenziata nelle scuole; una formazione aggiuntiva per gli insegnanti responsabili e l’organizzazione di attività educative e ludiche per i membri dei club.

Sport, arte, teatro ed espressione orale permettono così agli studenti di diventare veri protagonisti del cambiamento ambientale nelle loro comunità.