Un ricordo di Don Aldo Benevelli a due anni dalla scoparsa

Ricorre in questi giorni il secondo anniversario della scomparsa del fondatore LVIA Don Aldo Benevelli.

Lo ricorderemo con una S. Messa domenica 17 febbraio alle ore 19 presso la Parrocchia del S. Cuore in Cuneo.
Alle ore 17 presso il Salone nuovo del S. Cuore (dietro alla Chiesa) ci sarà un incontro aperto a tutte le persone che lo hanno conosciuto nelle iniziative da lui create e proposte. Ogni associazione e gruppo avrà la possibilità per alcuni minuti di raccontare l’esperienza vissuta al suo fianco.

Che il suo ricordo ci aiuti a camminare insieme, come don Aldo ha sempre desiderato, affrontando con coraggio i problemi gravi di oggi! Vi aspettiamo. Don Flavio per la Commissione Giustizia e Pace

Un pensiero di Riccardo Botta, socio LVIA, pubblicato sul settimanale La Guida

Aldo, è trascorso un altro anno,
la neve soffice imbianca la tua casetta e la ovatta di silenzio. E’ il tuo “eremo” dove amavi trascorrere i tuoi giorni di riposo, leggere un testo, recitare il breviario, pregare, prendere il sole, coltivare i tuoi pomodori , pestare la neve fresca, incontrare gli amici che venivano fin quassù a trovarti.

Sono qui vicino e cerco di vedere la tua esile figura che cammina tranquilla con passi sicuri e leggeri. Intravedo la tua ombra che con gesti semplici sfoglia un testo, coglie un pomodoro, accarezza l’ affettuosa gattina. Mentre tento di attirare la tua attenzione, mi accorgo che la neve copiosa aumenta di intensità e avvolge prima il tuo sorriso poi la tua ombra.

Cerco di penetrare con lo sguardo quella tenda bianca composta da miriadi di fiocco bianchi, di percepire nel candido silenzio la tua presenza. Invano scruto l’ aria circostante per rivedere l’ amico dell’ inverno scorso, debole e malfermo nel corpo, ma fermo nello spirito, indomito e gagliardo con quella voglia di fare, di scrivere, di realizzare sempre qualcosa.

Eppure sei lì, ti percepisco, ma non ti vedo. Continui a essere una presenza amica, avverto la tua andatura malferma accanto a me, la tua mano che mi stringe, il tuo respiro caldo, i tuoi occhi profondi che mi scrutano. Provo a chiamarti, magari mi senti. Non rispondi, ma sorridi. Ti capisco, non ne hai voglia; vuoi riposarti. Ma quando è freddo quel tuo riposo! Cerco di scaldarti, parlandoti dei tuoi sogni, dei progetti che svelavi a pochi amici, delle tue utopie.

Come si illuminavano i tuoi occhi azzurri quando parlavi di quell’ idea pazza di andare a vivere in Alto Volta, come lo chiamavo tu il Burkina; costruire un eremo sulle tracce di C. De Foucault nel Sahara, dove ritirarti per riflettere, meditare, lavorare per gli ultimi in mezzo alle dune e di notte ammirare lo splendore del cielo stellato africano. Ti ricordi ancora? Non ce l’ hai fatta a realizzare questo tuo ultimo sogno! Eppure ne hai realizzati moltissimi in Italia e all’estero, più di quanto potessi immaginarti, e quante persone continuano a camminare nel solco che tu hai tracciato! Quanti continuano a cullare la tua folle utopia, con determinazione e forza, con costanza e professionalità, soprattutto con amore.

Mentre cerco di scrutare tra il velo di nebbia nevoso verso la valle, mi pare di scorgere una sagoma con le tue fattezze che ha lo sguardo rivolto verso la vallata, cerco di attirare la tua attenzione, invano. Poco a poco mi convinco che tu non sei più qui, che non puoi più esserlo anche se !o verresti , come tutte le persone che ti hanno amato e che hai amato. Mi piace comunque immaginarti, vederti nei luoghi che tu hai amato, ricordarti e parlare di te con le persone che hai formato, con le quali ai fatto lunghi tratti dl cammino. Sono stato un privilegiato per ave potuto camminare con te per oltre quarant’anni, condiviso, sogni, speranze, gioie e sofferenze, realizzazioni e illusioni.

Ti verrò a cercare altre volte, là dove penso che tu sia o possa essere. Al tuo eremo, nel vallone del Fedio, alla Madonna del Pino, nell’ alta valle del Pesio oppure in qualche sperduto villaggio in Africa. Dove sento che il tuo cuore continua a battere. Mi piace vederti dietro la coltre bianca di neve senza l’ ombra di tristezza con i due Pino, con Katina e con la tua mamma. Mi pare di cogliere nel tuo sorriso il tuo respiro. Ciao Aldo

Aldo Benevelli

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