Etiopia: l’energia solare rilancia l’agricoltura nell’Oromia

Nonostante la forte crescita economica dell’Etiopia, la mancanza di prospettive nelle aree rurali continua a spingere molti abitanti a emigrare. La regione dell’Oromia, in particolare le zone di Arsi e Bale, si trova al centro di questo fenomeno a causa della fragilità del settore agricolo locale. Pur essendo considerata uno dei principali granai del Paese per la fertilità del terreno, l’agricoltura locale dipende quasi esclusivamente dalle piogge stagionali, sempre più imprevedibili a causa del cambiamento climatico, limitando i piccoli produttori a un solo ciclo di raccolto all’anno.

In questo contesto si inserisce il progetto multi-settoriale promosso da LVIA in collaborazione con COOPI e Consult Pioneer PLC, e cofinanziato dal Ministero dell’Interno italiano. L’iniziativa punta a potenziare la formazione professionale in agricoltura, promuovendo l’uso dell’energia solare e pratiche agroecologiche — come l’impiego di fertilizzanti organici, biostimolanti e prodotti biochimici — con l’obiettivo di offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani del territorio.

L’energia solare per l’acqua

L’accesso all’acqua per l’irrigazione rappresenta una delle difficoltà principali: nonostante la zona disponga di risorse idriche, sia superficiali che sotterranee, mancano le infrastrutture per utilizzarle. L’unica strada possibile resta quella di usare pompe a gasolio, una scelta inquinante e soprattutto molto costosa per via del prezzo del carburante.

L’intervento di LVIA prevede la realizzazione di due sistemi di irrigazione alimentati da pannelli fotovoltaici destinati a servire 3,5 ettari di terreno. A beneficiarne saranno due gruppi di contadini nei distretti di Tyio e Lemu Bilbilo (nella zona di Arsi), per un totale di circa 260 membri, tra cui numerose donne e giovani agricoltori.

Dechasa Lema davanti all’impianto di energia solare.

Tra loro c’è Dechasa Lema: ha 30 anni, vive nella kebele di Haro Bilalo con la sua famiglia di quattro persone e fa parte di una delle cooperative coinvolte. Il suo terreno si trova non lontano da un fiume da cui gli abitanti si riforniscono, ma la vera sfida era riuscire a spingere l’acqua fino ai campi:

Era davvero difficile: non potevamo prendere l’acqua dal fiume perché era impossibile spingerla verso l’alto. Dovevamo fidarci della pioggia oppure usare una pompa a gasolio, che però consumava molto ed era troppo costosa. Poi, grazie al progetto, è stata installata una pompa a energia solare che porta l’acqua dal fiume direttamente ai nostri canali. Prima riuscivamo a fare un solo raccolto all’anno; oggi la comunità raccoglie almeno due volte. È stata una vera svolta: il mio guadagno è aumentato e la qualità della vita è migliorata tantissimo.”

A fianco dell’infrastruttura tecnologica, il progetto fornisce sementi di alta qualità e attrezzi per la coltivazione di pomodori, cipolle, cavoli e barbabietole, affiancando i contadini con un monitoraggio continuo lungo l’intera campagna agricola.

Formazione per garantire la sostenibilità

Accanto all’installazione degli impianti, un momento fondamentale del percorso è dedicato alla formazione. Per cinque giorni, 50 agricoltori parteciperanno a un corso intensivo insieme allo staff locale di LVIA e agli esperti degli uffici agricoli di Woreda. L’obiettivo non è solo imparare a far funzionare e curare le pompe solari, ma anche apprendere come gestire l’acqua in modo sostenibile, monitorando l’umidità del terreno e programmando le annaffiature nei momenti giusti.

Questi 50 agricoltori diventeranno delle vere “guide” per la propria comunità: avranno il compito di affiancare gli altri 210 soci della cooperativa, insegnando loro a usare le pompe e a condividere l’acqua in modo equo.

In questo modello, le cooperative diventano un attore chiave dell’iniziativa. Garantiscono che l’infrastruttura appartenga davvero a tutti, organizzano i turni di irrigazione e, grazie ai moduli pratici sulla risoluzione dei piccoli guasti tecnici, permettono ai contadini di essere autonomi nel tempo, garantendo la durata degli impianti negli anni.

Per sostenere lo sviluppo dell’energia solare in Oromia è possibile fare una donazione in favore del progetto sulla piattaforma ForFunding di Fondazione Compagnia di San Paolo.