Racconti dal Mali: aggiornamenti sulla situazione del paese in conflitto

Il Mali affronta attualmente una crisi multidimensionale in rapido peggioramento dove le condizioni di vita delle comunità diventano sempre più difficili e allarmanti. (ulteriori approfondimenti sulla situazione in Mali a questo articolo)

A causa della crescente situazione di insicurezza, le ong italiane tra le quali LVIA, dovranno riconsiderare la loro presenza nella regione di Gao, nel nord del Mali. A Gao LVIA è impegnata dal 2022 insieme ai partner WeWorld-GVC e CISV e con il supporto dell’Agenzia Italiana della Cooperaione allo Sviluppo (AICS) con una strategia su più settori, che comprende ambiti quali sicurezza alimentare, nutrizione e salute. Nei prossimi mesi, le attività di LVIA si concentreranno soprattutto nella regione di Douentza, circa 400 km a sud-ovest di Gao, dove già siamo presenti con altri interventi di sicurezza alimentare e potenziamento dell’assistenza sanitaria.

“Fortunatamente abbiamo fatto in tempo a portare a termine tutte le attività che avevamo previsto entro la fine del 2023” racconta Giovanni Armando, desk officer per il Mali di LVIA,

“Ciò che continuamo a fare è a sostenere le spese mediche per le famiglie vulnerabili che fortunatamente possiamo continuare a fare anche a distanza. Si tratta di mettere a disposizione di due centri di salute di Gao dei fondi che permettano la gratuità delle visite mediche alla popolazione, in particolare agli sfollati e alla popolazione più vulnerabile. Abbiamo anche fatto in tempo a far arrivare delle attrezzature mediche.

 

Ci racconta una fonte vicina a LVIA: “La crisi è cominciata nel 2012 e continua a peggiorare. LVIA un tempo realizzava progetti di sviluppo mentre ora sono diventati progetti di emergenza.”

I progetti di emergenza hanno l’obiettivo di portare aiuti rapidi ed efficaci in zone colpite da catastrofi o conflitti. I progetti di sviluppo invece promuovono lo sviluppo sostenibile a lungo termine in una comunità o regione per portare cambiamenti strutturali nella società.

“In Mali la popolazione locale vive sostanzialmente di allevamento e i gruppi estremisti si sono impossessati delle mandrie. La popolazione, oltre a dover lasciare le proprie case, si trova ora nelle condizioni di non avere alcuna attività produttiva e di sostentamento.”

L’elemento cruciale per comprendere la situazione in Mali è l’attuale isolamento politico in cui si trova. La giunta militare al potere ha deliberatamente scelto di distanziarsi dalla Francia e dall’Occidente, orientandosi invece verso il sostegno della Russia e di Wagner, che più che altro è un contributo militare. Inoltre, mentre continua il confronto con i terroristi fondamentalisti, i militari hanno deciso di riaprire le ostilità verso i movimenti indipendentisti del Nord. Tutto questo ha comportato, oltre all’aumento della sicurezza, la riduzione delle relazioni con l’Europa, soprattutto in termini di aiuti per la cooperazione allo sviluppo e l’assistenza umanitaria. Si tratta di una grave crisi diplomatica che tra l’altro rende difficile per le ong ottenere finanziamenti da parte degli attori europei.

È possibile sostenere i progetti di LVIA in Mali con una donazione su https://dona.lvia.it/