Guinea, al via “ProJeune”: lavoro e filiere agricole al centro della cooperazione tra Italia e partner locali

Creare nuove opportunità di lavoro e rafforzare l’inclusione economica di giovani, donne e persone vulnerabili nel settore agroalimentare: è questo l’obiettivo del progetto “ProJeune Guinée – Creare nuove opportunità nel sistema agroalimentare” (AID 013116/01/1), sostenuto dalla Cooperazione italiana e lanciato ufficialmente a Conakry il 17 febbraio 2026.
Il progetto si concentra sulle filiere del mango e dell’ananas nelle regioni di Kankan e Kindia, con l’obiettivo di migliorare l’accesso al lavoro e rafforzare le competenze di giovani, donne, persone con disabilità e migranti rientrati nel Paese. Oltre 14.000 persone saranno coinvolte attraverso attività di formazione, accompagnamento all’impresa, potenziamento dei servizi tecnici e sostegno ai poli rurali. Al centro dell’iniziativa c’è il rafforzamento di un ecosistema locale: produttori, cooperative, centri di formazione, istituzioni pubbliche e operatori economici lavoreranno insieme per migliorare qualità, trasformazione e commercializzazione dei prodotti, creando condizioni più solide per un’occupazione stabile e inclusiva.

«Questa iniziativa nasce in un momento simbolico per noi – racconta Italo Rizzi desk della Guinea per LVIA – a 20 anni dalla presenza di LVIA in Guinea e a 60 anni dalla fondazione dell’associazione. Vogliamo cogliere i frutti dell’impegno costruito nel tempo e creare nuove opportunità nelle filiere del mango e dell’ananas, al fianco di donne e giovani che stanno costruendo l’Africa di domani».

All’evento hanno partecipato il Sig. Tarek Chazli, Ambasciatore d’Italia in Guinea, e il Sig. Francesco Mele, Coordinatore del Settore Occupazione dell’AICS a Dakar, che hanno sottolineato il ruolo della Cooperazione italiana nel progetto. Erano presenti anche rappresentanti dei ministeri guineani competenti per lavoro, protezione sociale, politiche femminili e formazione professionale.

“ProJeune” si inserisce in una collaborazione di lungo periodo avviata da oltre vent’anni tra organizzazioni italiane e partner guineani sui temi della formazione e dello sviluppo delle filiere agroalimentari. Le ONG LVIA e CISV, sosterranno la formazione di tecnici e operatori, l’inserimento socio-professionale dei giovani nel sistema istituzionale, la strutturazione di agri-hub e l’accompagnamento verso sistemi alimentari sostenibili. FEPAF-BG e IFIM Guinea, i due partner guineani del progetto, si occuperanno dell’aggregazione e la professionalizzazione degli agricoltori, migliorando i servizi di produzione, trasformazione e commercializzazione, inclusa l’esportazione. L’Università di Torino (UNITO) fornirà un supporto scientifico per la raccolta e l’analisi dei dati, la formazione e lo studio d’impatto, in collaborazione anche con le istituzioni scientifiche del Paese, come l’IRAG.