Un Iftar di comunità al Villaggio che Cresce
Il progetto il Villaggio che cresce, promosso da LVIA con Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, quest’anno compie dieci anni. Dal 2016, 724 minori sono cresciuti grazie alla cura e alle attenzioni di un intero Villaggio: la comunità educante del territorio torinese di Lingotto e Nizza Millefonti. Al Villaggio da diversi anni si celebra insieme l’iftar, il momento che segna l’interruzione del digiuno quotidiano durante il Ramadan. Un appuntamento importante, che nel tempo è diventato sempre più partecipato e significativo per il territorio.
Quest’anno l’iniziativa ha assunto un carattere ancora più comunitario, grazie alla collaborazione tra diverse realtà locali. Oltre alle famiglie dei ragazzi che frequentano il centro, l’invito è stato esteso anche alle famiglie della Parrocchia Assunzione di Maria Vergine (Lingotto) e ai giovani del progetto Buena Vista, esperienza di coabitazione sociale gestita dalla cooperativa Nanà e situata a poca distanza dal Villaggio. Alcuni ragazzi del Buena Vista hanno partecipato attivamente anche come volontari.

Fondamentale è stata la disponibilità di don Geppe Coha, che ha messo a disposizione l’ex cinema parrocchiale di via Valenza per ospitare la serata, prendendo parte all’evento insieme ai partecipanti. Per la comunità musulmana è intervenuto Mustafa Khouawdy Dipich, mueddin della Moschea Mohammed VI, che ha guidato il momento della preghiera. Presenti anche Alberto Valmaggia, presidente LVIA, ed Eleonora Vespari per Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi.
Il pomeriggio si è aperto con attività dedicate ai più giovani: alle 16.30 un torneo di calcio e giochi da tavolo per i ragazzi delle medie, mentre alle 17.00 i bambini delle elementari hanno partecipato a giochi e attività di disegno. Alle 18.20 si è tenuto un breve momento di presentazione.

A seguire, le famiglie hanno dato vita a una cena condivisa, portando ciascuna un piatto da offrire agli altri. La tavola si è così arricchita di sapori e tradizioni diverse: piatti marocchini ed egiziani, un dolce palestinese portato da una famiglia, e anche specialità italiane preparate dagli studenti di una ex educatrice del Villaggio, oggi insegnante. LVIA ha contribuito con datteri e latte, alimenti tipici dell’iftar.
Alle 18.34, orario della rottura del digiuno in quella giornata, il mueddin ha guidato la preghiera, dando ufficialmente inizio alla cena. Poco dopo si è unito anche il parroco, in un momento di incontro che ha saputo unire culture e spiritualità diverse.
La serata si è conclusa con la collaborazione spontanea di tutti che hanno aiutato a riordinare gli spazi: un vero lavoro di squadra, che ha trasformato l’iftar in un’occasione di condivisione, dialogo e comunità.


