COSTRUIRE MURI? NO.
La Ricetta per la società multiculturale di oggi è il Dialogo.

Da questa convinzione nasce il progetto “Le ricette del Dialogo. Cibo e storie per l’intercultura e l’integrazione” che LVIA propone in Piemonte con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale.
Si tratta di trovare una formula, delle ricette per conoscersi e interagire tra persone diverse.
Da questo punto di vista, il cibo è un elemento che può aiutare. “Non conosci realmente qualcuno finché non ci mangi insieme” recita un detto arabo: il cibo è entrato nei proverbi popolari perché è parte delle nostra dimensione umana e, con un linguaggio universale, può mettere allo stesso tavolo persone tra di loro sconosciute, di varie provenienze e culture. Con le ricette culinarie si possono inventare nuovi piatti colorati e multiculturali, mostrando la bellezza delle diversità che, mescolandosi, creano qualcosa prima inesistente. E, restando nel linguaggio del food, con questo progetto si elaboreranno delle Ricette del Dialogo, ricette sociali che valorizzano la diversità, creano lavoro e diffondono inter-cultura.
Fare intercultura sul territorio è una caratteristica di LVIA, che mette a sistema questa esperienza con altri enti per attuare diverse formule e interagire con pubblici diversi.
Fino a settembre 2019, le tappe del progetto saranno scandite da tante attività che coinvolgono insegnanti e studenti, gruppi giovanili, immigrati, imprenditori e attori sociali.
Ogni Ricetta coinvolge diversi “cuochi”: è la forza del partenariato di questo progetto che vede attivi con LVIA, Slow Food, associazione Renken, cooperativa del commercio equo Colibrì, le associazioni della diaspora africana Panafricando e Asbarl, la Città di Torino e la Regione Piemonte.

LE RICETTE

SCUOLE E GIOVANI
Le scuole e i giovani hanno iniziato le attività nella cornice di Terra Madre. Qui, 17 gruppi giovanili hanno partecipato ad una formazione di 3 giorni organizzata da LVIA e si sono impegnati a realizzare attività interculturali, proponendo le proprie Ricette del Dialogo, su vari territori del Piemonte.
900 studenti e 44 classi sono invece i “numeri” delle 17 scuole protagoniste del progetto, accompagnate da LVIA, Renken e Colibrì. «A Terra Madre gli studenti di scuole elementari, medie e superiori hanno conosciuto tante comunità dal mondo, partecipato a laboratori, assaggiato cibi inusuali e stuzzicato la curiosità con la conoscenza delle culture tradizionali, scoprendo nuovi modi di vivere» racconta Ester Graziano, responsabile LVIA per le attività educative, che continua: «Adesso siamo in una fase di co-progettazione dei percorsi educativi con gli insegnanti». L’idea è declinare i temi del Cibo e dell’Intercultura nelle diverse materie scolastiche e poi passare all’azione sul territorio, dove saranno gli studenti a sensibilizzare famiglie, associazioni e istituzioni.

LE CUOCHE DAL MONDO
Cuoche di origine africana, asiatica e sudamericana partecipano al progetto attraverso il collettivo Ricette d’Africa, con l’associazione Renken, e le attività di Equochef, con la cooperativa Colibrì. Nei laboratori culinari delle cuoche africane, i cittadini vivono uno spazio di socialità in cui sperimentare come “a tavola” si superino stereotipi e pregiudizi. Le cuoche di Equochef, cucinando con gli studenti delle scuole alberghiere permettono ai ragazzi di esplorare il significato sociale, storico e culturale del cibo. Anche le associazioni della diaspora africana Panafricando e Asbarl collaborano proponendo eventi culturali e culinari e rendendo i migranti protagonisti d’integrazione.

IL RISTORANTE A CASA: quando sono i migranti a creare Dialogo
Il progetto vuole anche dare alle persone di origine straniera immigrate in Piemonte, degli strumenti per diventare autonomi e creare economia nel mondo del food. Abderrahmane Amajou di Slow Food spiega: «Sono iniziate le formazioni a 74 migranti per costruire un curriculum che valorizzi la loro diversità e le loro qualità nel mondo del lavoro». Le formazioni trattano i temi della stagionalità dei prodotti ma anche elementi normativi per organizzare eventi e avviare attività economiche.
Con l’accompagnamento di Slow Food, alcune di queste persone svilupperanno il proprio ristorante in casa, organizzando cene etniche e sociali per farsi conoscere meglio, partendo dalla tavola.

Anche le istituzioni hanno un ruolo importante: la Città di Torino attiverà un Bando di idee che premierà le migliori esperienze sul territorio legate al cibo e all’integrazione. E la Regione Piemonte interagisce con la propria competenza nell’Educazione alla Cittadinanza Globale con le scuole.