Mali

LVIA in Mali

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LVIA è presente nel nord del Mali dal 1985.
Nel 2012, la distruzione della sede della LVIA a Gao nel corso delle rivolte tuareg e la conseguente occupazione djiadista, ha costretto il personale a fuggire dal paese e a lasciarsi alle spalle la casa e parte della famiglia.
LVIA è tornata a Gao, a fine giugno 2013 e continua ad operare nell'area.
 
Insieme ai partner Tassaght e CISV e con il sostegno di ECHO (Ufficio Unione Europea per le emergenze umanitarie) LVIA è ora impegnata nel processo di ricostruzione dopo la guerra.
 
Le priorità sono l'acqua, l'accompagnamento delle persone sfollate che stanno rientrando nel Paese, la lotta alla manutrizione infantile. 
La prima presenza LVIA nel Paese risale al 1985, quando vennero avviati studi sul territorio che evidenziarono la scarsità d’acqua come il principale fattore limitante il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni e quindi come possibile campo d’intervento per le future azioni della ONG.

Formazione e progettazione con le communità locali

Dopo la prima installazione sperimentale di una pompa eolica nel villaggio di Esangue - tra Gao e Timboctou (Toumbouctou), nel 1989 la LVIA avviò il suo primo progetto idrico finanziato dal MAAEE (Ministero degli Affari Esteri) nella Regione di Gao. L’intervento prevedeva l’installazione di 15 impianti di tipo eolico in altrettanti villaggi e attività di formazione delle popolazioni locali, finalizzate alla loro preparazione e responsabilizzazione nella gestione degli impianti e alla diffusione di norme sanitarie legate al corretto uso dell’acqua.

A causa delle gravi condizioni di insicurezza provocate dalla ribellione dei Tuareg che coinvolse Gao nella seconda metà del 1991, LVIA fu costretta a sospendere il progetto nella regione (giunto allora al 70% della sua realizzazione). In accordo con il MAAEE, il progetto venne leggermente ridimensionato e rilocalizzato. LVIA spostò il suo intervento nella Regione di Mopti, a Bandiagara - circa 600 Km. a sud di Gao - dove vennero istallate 7 pompe eoliche e realizzate le attività ad esse connesse.  Nel 1997, dopo la cessazione ufficiale delle ostilità tra il governo maliano e le forze ribelli Tuareg, simboleggiata dalla cerimonia della “Fiamma della pace” a Tombouctou nel marzo 1996, venne lanciato un vasto piano di urgenza finanziato da ECHO. Il piano si proponeva di consolidare la pace facilitando il rientro dei rifugiati e il reinserimento degli ex-combattenti. La LVIA partecipò attivamente ai progetti di emergenza dal 1997 al 1999, tornando ad operare nella Regione di Gao, nei cercles(distretti)di Gao e Menaka. Gli interventi riguardarono il settore sanitario (riabilitazione dei centri di salute e fornitura di equipaggiamento, appoggio alle campagne di vaccinazione e formazione del personale), la sicurezza alimentare (costruzione di banche rurali e formazione dei comitati di gestione, sistemazione di terreni da coltivare e pascoli), il settore idrico (realizzazione e riabilitazione di pozzi e riparazione di pompe precedentemente installate) e l’allevamento (acquisto e distribuzione di alimenti per bestiame).
Chiusa la fase di emergenza, nel 2000 la LVIA ha realizzato due progetti finanziati dall’Unione Europea nei cercles di Gao e Menaka, che si proponevano, in primo luogo, di riavviare un processo di crescita socio economica a partire dal consolidamento dei risultati raggiunti nel biennio precedente. I settori d’intervento sono stati l’agricoltura con l’obiettivo di incrementare la sicurezza alimentare nel nord del paese; l’idrico per migliorare l’accesso all’acqua tramite installazioni/riabilitazioni di impianti idrici e il supporto ad una nuova struttura locale in grado di operare nel settore; microfinanza con l’appoggio a casse di credito rurale; sanitario con il supporto alle strutture locali e la lotta alla mortalità materna e infantile.

Queste azioni sono state riprese, per essere ampliate, in tre progetti avviati nel 2004 finanziati dal Ministero degli Esteri, dalla Fondazione Unidea e dall’Unione Europea. Gli interventi nel settore sanitario ricoprono oggi un ruolo di primo profilo nella strategia d’intervento della LVIA in Mali.
La LVIA aderisce al FONGEM, il Forum delle ONG europee che intervengono in Mali
 

Mali - Scheda Paese

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La Repubblica del Mali è situata nell’Africa occidentale, nella zona saheliana. Il Paese confina a Nord con l’Algeria, ad Est con il Niger e con il Burkina Faso, a Sud con la Costa d’Avorio e la Guinea, infine ad Ovest con il Senegal e la Mauritania. Ha una superficie di 1.241.300 km2, pari ad oltre quattro volte l’Italia. Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante (pianure ed altipiani) e gli unici rilievi sono presenti nel nord-est dove raggiungono un’altezza di circa 1100 m. Il deserto occupa la metà settentrionale del paese fino alla profonda ansa formata dal fiume Niger. Procedendo progressivamente verso Sud la vegetazione s’infittisce passando dalla formazione vegetale della steppa a quella della savana arborea ed infine della foresta. Le terre utilizzabili rappresentano soltanto il 33% della superficie totale e sono così ripartite: il 2% sono terre coltivabili, il 25% sono pascoli permanenti e il 6% è ricoperto da foreste. Il clima cambia spostandosi dalle regioni meridionali all’estremo nord del paese e passa da una situazione subtropicale ad un’altra prettamente desertica. Nell’anno si hanno, in media, tre stagioni: un periodo caldo asciutto (da febbraio a giugno), la stagione delle piogge (da giugno a novembre) e il periodo freddo ed asciutto (da novembre a febbraio).
 
Il Mali è una Repubblica Presidenziale a democrazia multipartitica. La sua capitale è Bamako, dove vivono più di 1 milione di abitanti. Dal punto di vista amministrativo, il territorio nazionale è suddiviso in 8 regioni: Gao, Kayes, Kidal, Koulikoro, Mopti, Segou, Sikasso e Tombouctou.
 
Il Paese raggiunse l’indipendenza dalla Francia nel 1960, quando venne proclamata Repubblica ed eletto presidente Modibo Keita. Negli otto anni successivi, Keita diede avvio ad un processo di sviluppo economico che però non fu accompagnato dalla creazione e dal consolidamento della struttura politica: il presidente venne infatti rovesciato da un golpe militare, organizzato dal colonnello Moussa Traoré. Le scelte di politica economica che furono compiute da Traorè portarono ad una specializzazione agricola dell’economia e provocarono anche l’aumento progressivo della dipendenza del Paese dall’estero. Come reazione alla politica governativa, nel 1979 scoppiarono rivolte studentesche che, nonostante la rapida repressione, avviarono un processo di ristrutturazione economica e sociale. Questa non placò, comunque, le ribellioni popolari e militari contro il regime che si aggravarono, dal 1991, con l’insurrezione dei Tuareg nel nord. La pacificazione sociale fu raggiunta solo l'anno successivo con aumenti salariali, limitazioni alle politiche di privatizzazioni e con l’organizzazione delle prime elezioni multipartitiche dall’indipendenza. Fu eletto presidente della repubblica Alpha Oumar Konaré, il quale attraverso il sostegno degli organismi finanziari internazionali consolidò la liberalizzazione dell’economia iniziata da Traoré: riformò la riscossione delle imposte, ridusse la spesa pubblica, privatizzò imprese statali ed eliminò il controllo dei prezzi. Ma nel febbraio del 1994 vi furono nuove manifestazioni contro il governo e scoppiò una nuova ribellione dei Tuareg, che provocarono molti rifugiati nei paesi vicini, conflitto che si placò solo nel 1996.

Dal punto di vista demografico il Paese ha una popolazione di circa 12,6 milioni di abitanti divisa in 5 gruppi etnici principali: Mandingo (50%), Peulh (17%), Voltaïque (12%), il gruppo sudanese (6%), Tuareg e Maures (10%). I primi tre gruppi sono prevalentemente agricoltori, mentre gli ultimi due, abitanti le regioni del nord del paese, sono nomadi. A fronte di una situazione etnica piuttosto eterogenea, la religione predominante nel paese è quella musulmana (90% della popolazione), seguita da quelle animistiche africane (9%). La presenza cattolica è ridottissima (1%). Il tasso annuale di crescita della popolazione è del 2,2% (UNDP, 2003) e la speranza di vita alla nascita è di 48,5 anni (UNDP, 2002). Il tasso di scolarizzazione della popolazione con età superiore ai 15 anni è del 29,1%, mentre quello relativo alla fascia di età al di sotto dei 15 anni si attesta ad una percentuale decisamente maggiore: il 53,9% (UNDP, 2003).
 
Economicamente, il Mali è uno dei paesi più poveri al mondo con un PIL pari a 10,5 miliardi di dollari e un reddito procapite pari a 930 dollari (dati UNDP, 2002). Il settore principale è l’agricoltura che produce il 45% del PIL e occupa oltre il 70% della forza lavoro. Le aree coltivate si concentrano lungo le zone bagnate dal fiume Niger e le colture principali sono miglio, sorgo, riso, arachidi, mais e grano saraceno. Il settore industriale è poco sviluppato (17% del PIL) e occupa solo il 2% della forza lavoro. Le produzioni si concentrano nella trasformazione dei prodotti agricoli ed in particolar modo del cotone che costituisce anche il principale prodotto esportato. Il Paese ha anche un ricco sottosuolo con giacimenti di bauxite, ferro, litio, uranio, rame e diamanti che è al momento scarsamente sfruttato. A partire dal 1995 il Paese è impegnato in una serie di riforme economiche sotto la spinta del Fondo Monetario Internazionale che mirano ad una diversificazione e liberalizzazione della produzione e ad attrarre investimenti esteri. La forte svalutazione del CFA realizzata nel 1994 ha dato un forte impulso alla crescita economica, che è progredita nel quinquennio 1996-2000 ad un tasso del 5%, per rallentare solo nel 2001 (1,2%) a causa della caduta della produzione del cotone.
 
L'anno 2002 ha visto lo svolgersi delle elezioni legislative e presidenziali in un clima di calma sia politica sia sociale. La classe politica nella sua quasi totalità ha contribuito a creare questo clima di pacifico confronto e di ricerca del consenso; nel 2002 il Paese ha anche registrato una buona performance economica grazie al buon andamento di tre filiere: l'aumento della produzione di cotone del 135%, l'aumento del 10% della produzione cerealicola e un forte aumento della produzione d'oro (17%). Tuttavia il debole livello di trasformazione dei prodotti fa sì che le basi della crescita economica maliana - le produzioni agricola e mineraria - restino fondamentalmente fragili e dipendenti dall' andamento climatico e dalle fluttuazioni dei mercati internazionali.
 
Nel 2012 la situazione politica è precipitata. In febbraio, un colpo di stato dell'esercito ha sospeso le libertà civili nel paese. L'esercito rimproverava al Presidente in carica Touré di non far fronte in modo adeguato alla ribellione dei movimenti indipendentisti del nord. Parallelamente, la situazione è degenerata in una guerra civile dei popoli che abitano il nord del Mali per l’autonomia di questa regione a favore di uno stato nuovo, l’Azawad, in rappresentanza di una nazione diversa per storia, tradizioni e cultura; poi c'è stata l’occupazione dei jihadisti di Aqmi (fronte maghrebino di Al Qaeda) ed altri gruppi terroristi e l’instaurazione di un regime islamico: la rivolta laica dei tuareg, iniziata a marzo 2012 è velocemente degenerata in un’occupazione jihadista, durata nove mesi; gli alleati di Aqmi, dotati di mezzi ben più importanti, hanno preso il sopravvento e cacciato gli stessi tuareg dalle terre delle quali rivendicavano l’autonomia. 
Infine, dopo quasi un anno, l’intervento armato delle truppe francesi e dell’Unione Africana che ha liberato (formalmente) il paese dall’occupazione dei ribelli.
La sede di LVIA a Gao, nel cuore della rivolta, è stata distrutta e il personale è stato costretto a fuggire. 
A giugno 2012 LVIA è tornata a Gao con un progetto di emergenza finalizzato a ripristimare 45 punti d'acqua nel nord del paese andati distrutti durante la guerra. 
 
 
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