Kenya

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Sede LVIA
Meru
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60200 
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Rappresentante Paese:
Cristina Coletto

Altra sede:

c/o Diocese of Isiolo
tel. +254 (0) 741776910
 

 

LVIA in Kenya

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La prima presenza della LVIA nel Paese risale al 1967, quando furono inviati tecnici e volontari nella regione di Meru. Il
Un punto d'acqua

lavoro svolto presso il centro sanitario della missione diTigana fu propedeutico all’avvio, negli anni successivi, di due progetti di sviluppo integrato.

Il primo progetto fu approvato dal MAAEE (Ministero degli Affari Esteri) nel 1973 e si concluse nel 1978. Realizzò interventi nel settore sanitario (costruzione di reparti ospedalieri, corsi di medicina preventiva), nel settore idrico (realizzazione di acquedotti, giare, cisterne, pozzi) e nel settore agricolo (miglioramento e diversificazione delle coltivazioni, introduzione del traino animale, sostegno alla commercializzazione e al micro-credito).Il secondo progetto, che iniziò nel 1985 e si concluse solo nel 1992, si propose di consolidare i risultati raggiunti con il primo intervento. Tra il primo ed il secondo, LVIA mantenne comunque una forte presenza nell’area, continuando a sostenere il centro sanitario con l’invio di attrezzature diagnostiche e contribuendo alla realizzazione di un nuovo padiglione per i servizi amministrati e per gli ambulatori esterni.
 
Parallelamente alle azioni avviate nel 1973 presso il centro sanitario della missione di Tigana, LVIA promosse a Mikinduri un intervento nel settore agricolo con la costruzione di un centro agro-zootecnico destinato alla formazione dei giovani, dotato di aula, laboratorio, deposito e relativi materiali, dormitorio e mensa. Nell’anno successivo LVIA avviò un nuovo progetto triennale nella regione del lago Turkana su invito del vescovo locale e delle autorità governative. Le azioni riguardarono il settore della pesca (formazione sull’utilizzo di tecniche di pesca compatibili con le risorse ittiche disponibili, predisposizione di strutture per la conservazione e la commercializzazione del pesce) e il settore del turismo (formazione del personale nel rispetto delle tradizioni e della cultura locale).  
 
A partire dal 1996 le attività idriche svolte da LVIA a Meru, avviate nel lontano 1973 e mai interrotte, ricevettero un nuovo impulso attraverso due progetti finanziati dall’UE e dal  MAAEE. Con il primo vennero costruiti impianti di approvvigionamento e pozzi negli insediamenti della regione non serviti da acquedotti. Con il secondo, avviato nel 2000, LVIA ha potuto aumentare la sostenibilità delle opere idriche rafforzando le capacità dei comitati locali responsabili della gestione delle opere realizzate e del personale del Water Department (ente creato dalla Diocesi di  Meru per coordinare tutti gli interventi nel settore idrico compiuti nella regione). Si calcola che dal ’73 ad oggi siano stati realizzati nella regione di Meru oltre 570 Km di acquedotti, che forniscono acqua a circa 170.000 persone.

Negli ultimi anni, alla Regione di Meru si è aggiunta quella di Isiolo (poco più a nord della precedente ma molto più arida) come zona d’intervento privilegiata della Lvia. Il lavoro, realizzato principalmente grazie all’appoggio di Ocha (agenzia delle Nazioni Unite), dei fondi dell’8x1000 e della Caritas, si è concentrato sul miglioramento delle infrastrutture idriche locali, delle pratiche igieniche delle popolazioni e della gestione/organizzazione delle aree pastorali. 

Da poco è stato approvato dal Ministero degli Affari Esteri italiano un progetto che prosegue l’impegno della nostra organizzazione nel settore idrico e dell’igiene, che inizierà nel 2014
 
 

Kenya - Scheda Paese

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Il Kenya è situato nell’Africa orientale e confina a Nord con l’Etiopia e il Sudan, a est con la Somalia e l’Oceano Indiano, a Ovest con l’Uganda ed a Sud con la Tanzania.
Ha una superficie di 582.650 km2, pari a quasi due volte l’Italia. Il territorio può essere diviso, a grandi linee, in quattro zone: la fascia costiera, stretta e pianeggiante; la Rift Valley e gli altipiani, che l’abbondante presenza di acqua rendono la zona più fertile del paese; la parte occidentale, costituita da un altipiano ondulato dove le terre coltivate del lago Vittoria si trasformano, muovendosi verso sud, in steppa e savana adibite prevalentemente a pascolo; la parte nord-orientale, costituita da vasta area montuosa di steppa, savana e deserto. Solo un terzo della superficie kenyota è coltivabile.
Dal punto di vista climatico, esistono nel Paese notevoli differenze. Si passa dal clima caldo umido della costa e delle zone occidentali, al clima più temperato della Rift Valley, al clima arido delle regioni nord orientali. Sono presenti due stagioni delle piogge: una lunga, tra marzo e maggio, ed una breve, tra ottobre e dicembre.
 
Il Kenya è una repubblica multipartitica. Il potere esecutivo è in mano al presidente, mentre il potere legislativo è assegnato ad un’assemblea di rappresentati. Il potere giudiziario non è più indipendente da quello politico dal 1987, quando una modifica della Costituzione diede al Presidente il potere di licenziare i giudici senza ricorrere al tribunale. Dal punto di vista amministrativo il territorio nazionale è suddiviso in 7 province, più l’area di Nairobi. Il Kenya raggiunse l’indipendenza dall’Inghilterra nel 1963, a conclusione di un lungo processo di rivendicazioni economiche e politiche che divennero più acute negli anni ’50 con una serie di rivolte armate (la più sanguinosa fu quella capeggiata dai Mau Mau che causò la morte di oltre 13.000 africani).
 
A capo del movimento di lotta politica vi fu Jomo Kenyatta che diventò il primo presidente della repubblica. Sotto la sua presidenza, che durò sino alla sua morte, nel 1978, il Kenya divenne una delle nazioni più ricche e stabili di tutta l'Africa.
Gli successe Daniel Arap Moi, membro della tribù Tugen. Il governo di Moi fu caratterizzato da tensioni interne e dissensi. Nel 1982 le unità aeronautiche della Kenyan Air Force tentarono di rovesciare il governo con un colpo di stato che fu però sventato. Le richieste da parte della società di un pluralismo democratico si intensificarono e raggiunsero il culmine tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, quando anche gli organismi internazionali esercitarono le loro pressioni sospendendo gli aiuti finanziari a favore di Moi. Come conseguenza, fu reintrodotto il multipartitismo, scomparso nel 1964 con l’autoscioglimento del principale partito d’opposizione, e furono indette le prime elezioni presidenziali. Le spaccature all’interno dell’opposizione e le azioni realizzate dal presidente Moi per conquistare il favore degli elettori fecero sì che l’opposizione fosse sconfitta sia nel 1992, sia nelle successive elezioni del 1997.
 
Nell'agosto del 1998, i terroristi bombardarono le ambasciate americane di Nairobi e Dar es Salaam (in Tanzania), uccidendo più di 250 persone e ferendone più di 5.000. All’inizio del 2003 si sono svolte le elezioni presidenziali vinte, dopo 24 anni di presidenza di Arap Moi, da Mwai Kibaki, rappresentate del Partito Democratico del Kenya, che sconfisse il rappresentate del partito Kanu, Uhuru Kenyatta (figlio dell'ex presidente Kenyatta) e indicato dallo stesso Moi come suo successore. Dopo circa un anno dalla vittoria elettorale di Kibaki il Paese aveva già fatto notevoli passi avanti sul fronte della credibilità internazionale, ricevendo pertanto aiuti dalle istituzioni internazionali.
 
Le ultime elezioni, svoltesi nel dicembre 2007, hanno visto lo scoppiare di nuovi disordini tra la popolazione, che ha contestato il risultato, di dubbia legittimità, e che ha assegnato la vittoria al presidente uscente Mwai Kibaki contro il principale leader all'opposizione Raila Odinga. Dopo circa due mesi di disordini, la crisi sembra essere rientrata: nel marzo 2008 i due leader hanno firmato il patto proposto da Kofi Annan che prevede la creazione della carica di Primo Ministro e la sua assegnazione a Odinga.
 
Dal punto di vista demografico il Paese ha una popolazione di quasi 37 milioni di abitanti (The World FactBook stime di luglio 2007), quasi tutti africani (esistono infatti limitate ma influenti minoranze asiatiche, arabe ed europee). La popolazione africana si suddivide in oltre 40 tribù che possono essere distinte in tre grandi gruppi in base all’appartenenza linguistica: i Bantù, i Nilotici e Cusitici. Le principali tribù bantù sono: Kikuyu, Meru, Gusii, Embu, Akamba, Luyha e Mijikenda. Le principali tribù nilotiche sono: Masai, Turkana, Samburu, Pokot, Luo e Kalenjin.
 
Il tasso di natalità è 40 nascite/1000 ab.; il tasso di mortalità è 15 morti/1000 ab. e, complessivamente, la popolazione cresce ad un tasso pari al 2,79% annuo (stime di luglio 2007). L’aspettativa di vita alla nascita è poco superiore ai 47 anni (HDR 2006). L’AIDS è un grave problema per il Paese dove si contano 150.000 morti all’anno (stime del 2003).
La religione predominante nel paese è quella protestante (40% della popolazione), seguita da quella cattolica (30%), musulmana (23%) e altre religioni animistiche africane (7%).
 
Il tasso di scolarizzazione, definito come la percentuale della popolazione con età superiore ai 15 anni che sa leggere e scrivere, è relativamente alto: 85,1% (90,6% uomini; 79,7% donne), (stime del 2003).
 
Economicamente, il Kenya ha un PIL pari a più di 34 miliardi di dollari e un Pil pc pari a 1100 dollari (stime del 2004). Il settore principale continua ad essere l’agricoltura che, sebbene abbia visto diminuire la sua importanza a favore del turismo e dell’industria, produce il 19,4% del PIL e occupa il 75% della forza lavoro (stime del 2003). Le esportazioni agricole costituiscono circa il 50% dell’export kenyota e i prodotti principali esportati sono il caffè ed il te.
A partire dal 1993, supportato dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, il governo intraprese una politica di liberalizzazione dell’economia che portò alla riduzione delle barriere doganali, dei controlli sui capitali e del settore pubblico, determinando una forte ripresa dell’economia nel biennio 95-96 (tassi di crescita del 4-5% annuo). Nel biennio successivo l’economia rallentò bruscamente a causa della crisi del settore agricolo e del turismo. Nel ’97 il FMI interruppe gli aiuti finanziari per il rifiuto del governo ad approvare misure anti-corruzione.
 
Gli aiuti sono ripresi solo nel 2000 per fare fronte agli effetti della grave siccità. Malgrado il ritorno delle piogge nel 2001, la corruzione, la debolezza dei prezzi dei prodotti esportati sui mercati internazionali e il basso livello di investimenti hanno limitato la crescita economica del 2001 che si attestata sull’1%. Attualmente gli aiuti internazionali hanno un ruolo importante ma a seguito degli scandali in merito alla corruzione del governo Kibaki, la WBe il FMI hanno sospeso aiuti e prestiti in modo da ostacolare l’azione del governo. Ciononostante non pare che gli scandali abbiano influito negativamente sulla crescita economica del paese, il tasso di crescita si è infatti attestato nel 2006 attorno al 5% (The World Factbook 2006).
 
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