Guinea Conakry

Contatti

 
Sede consorzio LVIA-CISV
Conakry
c/o ONG Fraternité Médicale Guinée,
Quartier Hafia Minière,
Commune de Dixinn, 030 BP 34
tel. +224 30478406

Rappresentante Paese:
Glora Laura Mellano
 
 

LVIA in Guinea Conakry

Una produttrice
 
 
La presenza della LVIA in Guinea Conakry risale all’aprile 2005 quando, a seguito dell’invito da parte della Fondazione Giustizia e Solidarietà, i suoi rappresentanti unitamente a quelli della ONG CISV, sono stati accompagnati in una missione che ha avuto lo scopo di identificare eventuali ruoli e compiti da assegnare alle due organizzazioni nell’ambito delle attività del FOGUIRED (Fondo Guineo-Italiano di Riduzione del Debito) per favorire, da un lato, l’esecuzione del suo mandato e, dall’altro, l’identificazione di eventuali margini di collaborazione per la creazione di partenariati duraturi in Guinea.
 
Contemporaneamente, LVIA e CISV, sempre in consorzio, hanno ottenuto altri finanziamenti dall’Unione Europea per portare avanti un percorso di rafforzamento delle organizzazioni contadine, e in particolare della FUMA, che è la Federazione delle Unioni dei Produttori Orticoli dell’Alta Guinea.
 
Attualmente è in fase di conclusione il secondo di questi progetti ed un terzo è in fase d’avvio. La sede del consorzio è stata dapprima a Mamou (nel centro del Paese), per poi essere spostato nel corso del 2009 a Kankan, nell’est, per essere più vicini alla zona d’intervento dei progetti finanziato dall’UE.

 

 

Guinea Conakry - Scheda Paese

La Repubblica della Guinea Conakry si affaccia sull'Oceano Atlantico a ovest e confina con la Guinea Bissau a nord-ovest, col Senegal a nord, con il Mali a nord e a nord-est, con la Costa d'Avorio a sud-est, con la Liberia e la Sierra Leone a sud. Rappresenta l’essenza dell’Africa Occidentale, divisa com’è in 4 regioni naturali, ciascuna con una specifica vegetazione e un clima particolare: la fascia costiera, la Guinea centrale, l’alta Guinea e la Guinea boschiva. Il monte Nimba (1752 m) è il punto più elevato dell’Africa Occidentale. Il clima è tropicale ed umido con una stagione delle piogge (da maggio a ottobre) ed una secca (da novembre ad aprile).
I mesi più caldi sono quelli di aprile e maggio (32°-35°C), mentre in agosto si hanno le temperature più miti (27-28°C). Il territorio è generalmente pianeggiante lungo la costa e montagnoso nell’interno. La superficie totale è di circa 245.860 kmq.

La popolazione della Guinea Conakry si attesta su valori di circa 9.402.000 (United Nations Populration Division, World Population Prospects 2005) inclusi i rifugiati e i residenti stranieri. Il tasso di crescita annuale è del 2.17% e la densità di popolazione è di 38 ab/km2. Gli indici di sviluppo umano, elaborati dall'UNDP sono fra i più bassi al mondo e l'aspettativa di vita supera di poco i 53 anni (dati UNDP, 2005).

Almeno fino a quando la regione non entrò per la prima volta in contatto con il commercio europeo, il territorio che costituisce oggi la Repubblica di Guinea, tra il X e il XV secolo, fece parte di diverse entità politiche dell’Africa Occidentale, tra cui il Ghana, il Mali, e l’Impero Songhai. Il periodo coloniale ebbe inizio con la penetrazione militare della Francia in territorio africano intorno alla metà del XIX secolo. Nel 1898, riuscendo a sconfiggere l’esercito di Almamy Samory Touré, la Francia assunse il controllo della Guinea e delle aree adiacenti, e tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, negoziò gli attuali confini del paese con gli inglesi rispetto alla Sierra Leone, con i Portoghesi rispetto alle loro colonie in Guinea (oggi Guinea-Bissau), e con la Liberia.

Nel 1958, guidata da Ahmed Sékou Touré, capo del partito Democratico di Guinea (PDG) e vincitore di 56 dei 60 seggi nelle elezioni territoriali del 1957, la popolazione rifiutò con plebiscito di far parte della Colonia Francese. Il 2 ottobre del 1958, la Guinea si proclamò Repubblica sovrana e indipendente, con Sékou Touré come Presidente. Con il nuovo leader, il Paese dovette misurarsi con un regime dittatoriale mono-partitico, un’economia socialista chiusa verso l’esterno, ripetute violazioni dei diritti umani ed una scarsa tolleranza verso la libertà di espressione e l’opposizione politica, crudelmente repressa. La paranoia di Tourè portò, inoltre, allo sgretolamento delle relazioni con le nazioni straniere, inclusi i vicini Stati africani, aumentando l’isolamento e devastando ulteriormente l’economia, mentre la forte repressione imposta dal regime costrinse più di un milione di guineani all’esilio. Sékou Touré e il PDG rimasero al potere fino alla sua morte, avvenuta il 3 aprile del 1984. Una giunta Militare – il Military Committee of National Recovery (CMRN) – guidata dal colonnello Lansana Conté, si impadronì del potere una settimana dopo la morte del leader proclamando la Seconda Repubblica.
Tra le riforme annunciate dal CMRN fu completamente riorganizzato il sistema giudiziario e liberalizzata l’economia.
 
Inoltre, venne formato un parlamento di transizione, il "Transitional Council for National Recovery" (CTRN), che definì i caratteri della nuova costituzione (La Loi Fondamental) e portò all’istituzione della Corte Suprema nel 1990.
Le prime elezioni presidenziali multi-partitiche del paese si svolsero nel 1993, seguite due anni più tardi da quelle legislative e municipali. Il Partito per l’Unità e il Progresso (PUP) di Conté vinse 76 dei 114 seggi nell’Assemblea Nazionale, tra le rivendicazioni di irregolarità da parte dell’opposizione e le corruzione governativa. Nel Febbraio del 1996, in un quadro di insoddisfazione generale, diverse migliaia di soldati insorsero a Conakry, distruggendo gli uffici presidenziali e coinvolgendo a morte diversi civili. Il tentativo di trasformare la rivolta in un colpo di stato, fu stroncato dal Presidente Conté che rispose nominando un nuovo Governo come prima parte di una serie di riforme. Le elezioni del dicembre 1998, lo confermarono per altri 5 anni al potere, ma la vittoria elettorale ed il miglioramento delle condizioni economiche del paese nel corso del 1999, lo spinsero a tornare sui suoi passi apportando ampi e progressivi cambiamenti che portarono ad un aumento della corruzione e al rallentamento delle riforme economiche e politiche.
 
Nel settembre 2000, il Revolutionary United Front (RUF), sostenuto dal Presidente della Liberia Charles Taylor, cominciò a sferrare attacchi su larga scala all’interno del paese dalla Sierra Leone e dalla Liberia. Il RUF, conosciuto per la tattica brutale utilizzata nei dieci lunghi anni di guerra civile in Sierra Leone, operò con il supporto materiale e finanziario del Governo liberiano e dei suoi alleati. Le elezioni legislative programmate per il 2000 furono posticipate. Nel novembre del 2001, un referendum popolare, che molti osservatori riconobbero essere viziato, emendò la costituzione per permettere al Presidente ancora in carica di concorrere per un illimitato numero di turni elettorali, ed estendere la durata del mandato da 5 a 7 anni. Le seconde elezioni legislative, si conclusero al terzo turno nel dicembre 2003. Il Partito per l’Unità e il Progresso di Lansana Conté e i partiti associati furono riconfermati al potere.
La gran parte dei partiti di opposizione boicottarono le elezioni legislative, obiettando iniquità nel sistema elettorale esistente. A tutt’oggi le tensioni politiche continuano ad imperversare all’interno del Paese, ed i malumori legati alla controversa rielezione del Presidente si sono manifestati recentissimamente in un fallito tentativo di attentato a suo carico. Inoltre, le agitazioni in Sierra Leone, Costa d’Avorio e Liberia si sono ripercosse sulla Guinea in diverse occasioni nel decennio passato, minacciandone la stabilità e creando emergenze umanitarie.

Dal punto di vista economico, la Guinea è una nazione estremamente ricca di minerali. Oltre a possedere una delle più grandi riserve di bauxite al mondo, sono presenti significativi depositi di diamanti e oro, di ferro e uranio. Il paese presenta forti potenziali di crescita nel settore agricolo e della pesca. La qualità del terreno, la presenza di acqua e le condizioni climatiche favorevoli potrebbero garantire forti opportunità sia per il settore agricolo che per quello agro-industriale. Esistono, inoltre, possibilità di investimento e attività commerciali in tutto il territorio, ma le poco sviluppate infrastrutture e la corruzione galoppante costituiscono un ostacolo ad investimenti su larga scala, mentre l’instabilità politica e la mancanza di trasparenza finanziaria disincentivano gli IDE.
 
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