Burkina Faso

Contatti

 

Sede LVIA
 
Ouagadougou
Rue Luili Pendé n° 256
01 B.P. 783 
tel. e fax +226.25363804
 
Rappresentante Paese:
Marco Alban
 
Altre sedi:
Koudougou
c/o Direction Régionale de la Santé
du Centre-Ouest  
tel. +226 25441238
 
Dori
c/o CRUS – Secteur 2
tel. +226 24460137
 
Gorom-Gorom
District sanitaire
 

 
 
 

LVIA in Burkina Faso

La presenza dell’LVIA in Burkina Faso risale al 1972, quando un accordo con la Diocesi di Ouagadougou diede inizio ad una serie di progetti di sviluppo integrato nell’allora sottoprefettura di Ziniaré, attuale provincia dell'Oubritenga, il cui capoluogo dista una trentina di chilometri dalla capitale. Il primo intervento fu finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e promosse una serie di attività di sviluppo rurale integrato.
Una lezione di educazione ambientale al Centro di valorizzazione dei rifiuti plastici di Ouagadougou
I settori coinvolti furono:
  • quello sanitario, con la costruzione di un dispensario, l’appoggio alle campagne di vaccinazione, la formazione di infermieri e la sensibilizzazione delle popolazioni, in particolare delle mamme, rispetto agli aspetti igienici e nutrizionali;
  • quello agricolo, dove vennero realizzati pozzi, piste, dighe, corsi di formazione ai contadini. Il progetto, iniziato nel 1972, fu rifinanziato successivamente nel 1979 e fino al 1983. Nel 1976, come risultato delle attività svolte in quegli anni, LVIA ottenne dal Governo del Burkina Faso l’idoneità a presentare e condurre progetti di sviluppo su tutto il territorio nazionale
La conduzione di due programmi di sviluppo integrato affidati dal Ministero Affari Esteri Italiano costituì una tappa fondamentale della presenza trentennale della LVIA nel Paese. Questi programmi risultarono particolarmente significativi per le modalità di assegnazione (il Ministero selezionò LVIA sulla base dei risultati sino ad allora conseguiti), per il contenuto delle azioni da compiere e, non ultimo, per il budget complessivo gestito.
Il primo progetto interessò la provincia dell'Oubritenga. Fu eseguito in partenariato con il Ministero dell’Agricoltura del Burkina Faso .
Dal 1997 in poi, la LVIA ha allargato il suo raggio d’intervento a tutto il territorio nazionale. E’ infatti a partire dal 1997 che è stata realizzata una serie di progetti non più localizzati nell’Oubritenga, ma in diverse province del Paese: e si svolse in due fasi tra il 1984 e il 1994. Il secondo progetto interessò le province del Boulgou e del Koulpelogo e fu eseguito tra il 1997 e il 2002 in collaborazione con il Ministero delle Risorse Animali del Burkina Faso
  • tra il 1997 ed il 2002 si è svolto il progetto di Valorizzazione della Valle della Nouhao. A fine 2007 è stata finanziata una seconda fase del progetto, che la LVIA sta portando avanti;
  • a partire dal novembre 2001 e per la durata di tre anni, la LVIA ha eseguito il progetto di Appoggio al decentramento sanitario del distretto di Nanoro, nella provincia del Boulkiémdé, in collaborazione con i Padri Camilliani e co-finanziato dal Ministero Affari Esteri;
  • nel dicembre dello stesso anno, ha preso avvio il progetto di Sicurezza e Sovranità alimentare esteso su quattro province della regione del centro-nord, in collaborazione con l’ASK - Associazione contadina e con il contributo finanziario (90%) dell’UE. Il progetto, dopo una proroga di sei mesi sulla durata inizialmente prevista, si è concluso nel dicembre 2004;
  • nell’ottobre 2002, la LVIA è stata capofila di 4 ONG italiane inun programma di sostegno istituzionale alle organizzazioni contadine del Burkina Faso. Il programma, che ha toccato tutto il territorio nazionale, è stato interamente finanziato dal Ministero Affari Esteri tramite la FAO ed ha avuto una durata di 12 mesi;
  • nel corso del 2005 un finanziamento di 100.000 euro di alcuni comuni della Toscana ha permesso alla LVIA di realizzare il barrage di Godo, nel dipartimento di Nanoro, provincia del Boulkiémdé
  • si è conclusa l’azione finanziata in parte dalla Banca Mondiale ed in parte dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, relativa al recupero dei rifiuti plastici della città di Ouagadougou. Oggi la LVIA continua a supportare l'Associazione di donne che gestisce il Centro di Riciclaggio della Plastica

Dal 2005 LVIA è impegnata nel settore del protagonismo giovanile per promuovere la cittadinanza attiva e la democrazia partecipativa dei giovani nel paese. A Ziniaré è stato aperto un Centro Giovani con il Comune e gestito dal Coordinamento delle associazioni giovanili regionale (CAMOJO). A partire da questa esperienza pilota, e in collaborazione con diversi parner nel paese, sono nati progetti di rete su scala interregionale coinvolgenti diverse località al centro e al nord per la promozione del lavoro con i giovani negli ambiti della democrazia, cittadinanza attiva e imprenditoria. Tale rete ha messo in valore le relazioni di cooperazione decentrata esistenti tra le località del Burkina Faso e del Piemonte. 

Nel 2011-2012, una violenta carestia ha colpito più di 18 milioni di persone nella regione del Sahel, compreso il Burkina Faso. La mancanza totale di pioggia per due stagioni consecutive ha messo in ginocchio l'agricoltura del paese e con questa la sopravvivenza stessa di quasi 3 milioni di persone nel paese di cui più di 500mila bambini affetti da malnutrizione acuta severa.  LVIA si è adoperata nell'immediato per rispondere all'emergenza e continua oggi con progetti finalizzati a rafforzare la resilienza intesa come la capacità della comunità di anticipare, rispondere e riprendersi dai cambiamenti climatici e dalle cause dell’insicurezza alimentare per uscire gradualmente dalla fame e dalla povertà.  

 

Burkina Faso - Scheda Paese

La Repubblica del Burkina Faso è situata nell’Africa occidentale, nella zona saheliana. Il Paese confina a Nord con il Mali, ad Est con il Niger e con il Benin, a Sud con il Togo e il Ghana ed a Sud-Ovest con la Costa d’Avorio.
Ha una superficie di 274.200 km2, poco meno estesa dell’Italia. Il suo territorio è generalmente pianeggiante: nelle zone centrali del Paese si estende il cosiddetto “plateau mossi” (tavolato del popolo mossi), mentre in quelle sud-occidentali sono presenti alcuni modesti rilievi (750 metri la cima più elevata) e l’interessante falesia di Banfora.
La vegetazione nel nord è tipica della savana arbustiva e arborata mentre nel sud, verso la Costa d’Avorio, sono ancora presenti boscaglie e foreste a galleria. La copertura vegetale è però sottoposta ad un processo di degradazione evidente e le piogge torrenziali contribuiscono all’erosione e all’impoverimento organico del terreno. Le terre arabili sono solo il 13% circa dell’intera superficie.
Il clima è tropicale di tipo sudanese, in cui si alterna una breve stagione delle piogge (da maggio a settembre) ad una più lunga stagione secca (da settembre a maggio). Nei mesi più caldi (aprile - maggio) le temperature si assestano tra i 43° ed i 45° gradi. L’escursione termica tra il giorno e la notte è esigua. La pluviometria varia tra il nord ed il sud del Paese ed è generalmente compresa tra i 300 ed i 1.100 mm annui.
 
Il Burkina Faso è una repubblica presidenziale in cui è presente il multipartitismo. La sua capitale è Ouagadougou, dove vivono circa 1,2 milioni di abitanti. Da un punto di vista amministrativo, il territorio nazionale è suddiviso in 45 Province, 350 dipartimenti e 8.205 villaggi. I capoluoghi di provincia sono anche sedi di Comuni, così come i dipartimenti i cui villaggi raggruppati superano i 10.000 abitanti. I Comuni a loro volta vengono suddivisi in “comuni di pieno esercizio” o in “comuni di medio esercizio”. Nei primi sono annoverati tutti i comuni il cui budget annuale supera i 15 milioni di franchi CFA (solo due nel ‘96). Il Paese raggiunse l’indipendenza dalla Francia nel 1960, con il nome di Alto Volta e capitale Ouagadougou (il nome Burkina Faso, che significa “Terra degli Uomini Integri”, fu assunto solo dal 1984). Dal 1966 al 1987 si susseguirono azioni di forza che portarono alla guida del Paese numerose personalità, che comunque orientarono il Governo decisamente verso una politica marxista-leninista. Questo cambiamento radicale fu imposto alla società tradizionale con metodi coercitivi. Dal 1987 il Paese visse una difficile fase di transizione verso le riforme democratiche che portarono nel 1991 al riconoscimento ufficiale dei partiti politici, alle elezioni presidenziali e nel 1992, a quelle legislative. Da allora il Burkina ha conosciuto una relativa stabilità politica e sociale.

Dal punto di vista demografico, il Paese ha una popolazione di 12,6 milioni abitanti circa di cui quasi metà - il 48,5% - è rappresentato dalla popolazione al di sotto dei 15 anni di età (UNDP, 2002). Il tasso di crescita complessivo della popolazione si attesta intorno al 3% annuo. La popolazione è suddivisa in una sessantina di etnie che convivono senza particolari tensioni. L’etnia dominante è composta dai Mossi (48%), seguita dai Peul (8%), dai Gourmantché (7%), dai Bobo (7%) e dai Gourounsi (6%). La religione predominante nel paese è quella musulmana (50% della popolazione), seguita da quelle animistiche africane (40%) e da quella cristiana (10%, prevalentemente cattolici). Il tasso di scolarizzazione, definito come la percentuale della popolazione con età superiore ai 15 anni in grado di leggere e scrivere, è solo del 12,8%. L’aspettativa di vita si colloca appena oltre la soglia dei 45 anni.

Economicamente, il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri al mondo con un PIL pari a 12,8 miliardi di dollari e un reddito procapite pari a 1.140 dollari (UNDP, 2002). Il rapporto sullo sviluppo umano elaborato dal PNUD (base dati 2002) ha posto il Burkina al 175° posto, su 177 paesi, per il livello di sviluppo delle risorse umane. Il settore principale dell’economia è l’agricoltura (prevalentemente di sussistenza) che produce il 31% del PIL e occupa quasi il 90% della forza lavoro. La sua produzione è influenzata in modo significativo dal livello delle precipitazioni e dalle frequenti siccità. I principali prodotti sono: cotone (che costituisce il 50% delle esportazioni), arachidi (destinate prevalentemente al mercato interno), anacardi, sesamo, sorgo, miglio, granoturco e riso.
Il settore industriale, dominato dalle poco efficienti aziende di stato, produce il 28% del PIL e occupa il 4% della forza lavoro, mentre il terziario produce il restante 41%. Le condizioni precarie dell’economia, ed in particolar modo dell’agricoltura, hanno dato origine a flussi migratori dalla campagna verso le città e verso i paesi confinanti, primi tra tutti il Ghana e la Costa d’Avorio.

A partire dal 1995 il Paese è impegnato in una serie di riforme economiche sotto la spinta del Fondo Monetario Internazionale, che mirano ad una diversificazione e liberalizzazione della produzione e ad attrarre investimenti esteri. La forte svalutazione del Franco CFA realizzata nel 1994 ha dato un forte impulso alla crescita economica e alle esportazioni.
Le esportazioni burkinabé si riducono principalmente ad alcuni prodotti agricoli (cotone in primo luogo) e minerari, richiesti in particolare da Francia e Costa d’Avorio. L’esigua diversificazione delle esportazioni e del mercato, così come la forte concorrenza esterna, rendono vulnerabili i prodotti esportati sui mercati internazionali. Obiettivi primari della politica economica del Governo rimangono il mantenimento di bassi livelli di inflazione, la riduzione del debito commerciale e la prosecuzione delle riforme per attrarre gli investimenti esteri. 
 
Nel 2011-2012, una violenta carestia ha colpito più di 18 milioni di persone nella regione del Sahel, compreso il Burkina Faso. La mancanza totale di pioggia per due stagioni consecutive ha messo in ginocchio l'agricoltura del paese e con questa la sopravvivenza stessa di quasi 3 milioni di persone nel paese di cui più di 500mila bambini affetti da malnutrizione acuta severa.  LVIA si è adoperata nell'immediato per rispondere all'emergenza e continua oggi con progetti finalizzati a rafforzare la resilienza intesa come la capacità della comunità di anticipare,
rispondere e riprendersi dai cambiamenti climatici e dalle cause dell’insicurezza alimentare per uscire gradualmente dalla fame e dalla povertà.  
 
 
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