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Social Food: le ICT contro lo spreco, per il diritto al cibo

Stato progetto: attivo
Dove: Italia, Provincia di Torino, Provincia di Cuneo
Settori: Agroalimentare, Innovazione sociale
Partner: Aedit srl, Ortofruit Italia, Regione Piemonte?
Beneficiari diretti:  produttori, associazioni terzo settore, fasce deboli
Finanziamento: crowdfunding

 

L'IDEA progettuale

La pratica della spigolatura ha ispirato l’associazione LVIA in continuità con le azioni promosse nel Nord e nel Sud del Mondo per garantire il diritto al cibo: si è cominciato a riflettere sull’opportunità e la fattibilità di intervenire con azioni capaci di incidere culturalmente sulla valorizzazione del cibo e sulla riduzione dello spreco. 

L’obiettivo è dar vita a un progetto di “spigolatura sociale” sul territorio piemontese, coinvolgendo tutti i portatori di interesse: aziende, produttori, associazioni e Istituzioni.

 

Infatti, secondo la FAO 1/3 del cibo prodotto a livello mondiale viene sprecato. Il 54% degli sprechi alimentari si verifica “a monte”, nelle fasi di produzione, raccolta e immagazzinamento delle materie prime alimentari, mentre il 46% degli sprechi avviene “a valle”, nelle fasi di trasformazione,  distribuzione e consumo. 

Pertanto, attraverso una Piattaforma web e una App per smartphone, vogliamo creare una relazione tra produttori e cittadini volontari, i quali potranno recarsi direttamente in campo e raccogliere prodotti che andrebbero altrimenti sprecati, poiché resterebbero incolti in quanto non abbastanza redditizi sul mercato o non rispondenti a standard estetici.

Per porre le basi di tale progetto, il 28 aprile 2015 LVIA ha organizzato a Torino il seminario “Scendo in campo: le ICT contro lo spreco, per il diritto al cibo” nell’ambito del progetto “Ong 2.0 cambiare il mondo con il web”, con il patrocinio della Regione Piemonte. 
>>>Ecco lo storify dell’evento

Inoltre, nel novembre 2015, l’idea progettuale si è aggiudicata il premio Sodalitas Social Innovation che prevede l’inserimento sulla piattaforma di crowdfunding WithYouWeDo! della Fondazione TIM, aprendo così la prima campagna di crowdfunding.

 

Obiettivi e attività
Partendo dalle esperienze di spigolatura già avviate in altri Paesi, il progetto intende attualizzare lo strumento  della «spigolatura», termine con il quale si intende  storicamente la “raccolta delle spighe nei campi dopo la mietitura”, il “raccolto dell’incolto”.
Spigolare era facoltà data in passato ai poveri: i chicchi rimasti in campo - dopo che il grano era stato tagliato e raccolto in covoni - erano a disposizione dei più svantaggiati. Tale pratica può essere funzionale oggi sia all’esigenza di lottare contro lo spreco, sia a quella di sostenere i piccoli produttori - sempre più in difficoltà nel far fronte alle dinamiche dei mercati – e ancora per riattivare la dimensione «sociale» dell’approvvigionamento e del consumo di cibo.
Non meno importante, appare come una proposta culturale anti «omologazione»: sul cibo è stata condotta un’operazione fortissima di omologazione ai fini dell’adesione a precisi canoni estetici. 
 

Beneficiari
I beneficiari diretti del progetto risultano essere i produttori agricoli e le associazioni di categoria da una parte, le associazioni del terzo settore che organizzano gruppi di volontari/spigolatori e gli utilizzatori finali dei prodotti spigolati dall’altra.

Il progetto risponde a 3 ordini di bisogni:

  • Riduzione dello spreco/perdita in campo;
  • Riduzione della difficoltà economica delle fasce deboli della popolazione nell’accesso   al cibo;
  • Valorizzazione del legame solidale città-campagna e promozione delle relazioni interpersonali e intergenerazionali.

La fase di verifica preliminare ha consentito di avere la prima adesione di 4 produttori di frutta della zona di Lagnasco (che afferiscono alla cooperativa Ortofruit Italia) che mettono a disposizione del progetto pilota circa 8/10 ettari di terreno coltivato a pesche e mele. Il cibo eccedente e non raccolto (ma edibile e quindi spigolabile) è stimato essere fino al 5% circa della produzione totale, che si traduce in un quantitativo di circa 8-10 tonnellate nel primo anno (orientativamente 4 tonnellate di pesche e 6 tonnellate di mele).

 
 

Social Food: le ICT contro lo spreco, per il diritto al cibo

Stato progetto: attivo
Dove: Italia, Provincia di Torino, Provincia di Cuneo
Settori: Agroalimentare, Innovazione sociale
Partner: Aedit srl, Ortofruit Italia, Regione Piemonte?
Beneficiari diretti:  produttori, associazioni terzo settore, fasce deboli
Finanziamento: crowdfunding

 

L'IDEA progettuale

La pratica della spigolatura ha ispirato l’associazione LVIA in continuità con le azioni promosse nel Nord e nel Sud del Mondo per garantire il diritto al cibo: si è cominciato a riflettere sull’opportunità e la fattibilità di intervenire con azioni capaci di incidere culturalmente sulla valorizzazione del cibo e sulla riduzione dello spreco. 

L’obiettivo è dar vita a un progetto di “spigolatura sociale” sul territorio piemontese, coinvolgendo tutti i portatori di interesse: aziende, produttori, associazioni e Istituzioni.

 

 

Infatti, secondo la FAO 1/3 del cibo prodotto a livello mondiale viene sprecato. Il 54% degli sprechi alimentari si verifica “a monte”, nelle fasi di produzione, raccolta e immagazzinamento delle materie prime alimentari, mentre il 46% degli sprechi avviene “a valle”, nelle fasi di trasformazione,  distribuzione e consumo. 

Pertanto, attraverso una Piattaforma web e una App per smartphone, vogliamo creare una relazione tra produttori e cittadini volontari, i quali potranno recarsi direttamente in campo e raccogliere prodotti che andrebbero altrimenti sprecati, poiché resterebbero incolti in quanto non abbastanza redditizi sul mercato o non rispondenti a standard estetici.

Per porre le basi di tale progetto, il 28 aprile 2015 LVIA ha organizzato a Torino il seminario “Scendo in campo: le ICT contro lo spreco, per il diritto al cibo” nell’ambito del progetto “Ong 2.0 cambiare il mondo con il web”, con il patrocinio della Regione Piemonte. 
>>>Ecco lo storify dell’evento

Inoltre, nel novembre 2015, l’idea progettuale si è aggiudicata il premio Sodalitas Social Innovation che prevede l’inserimento sulla piattaforma di crowdfunding WithYouWeDo! della Fondazione TIM, aprendo così la prima campagna di crowdfunding.

 

Obiettivi e attività
Partendo dalle esperienze di spigolatura già avviate in altri Paesi, il progetto intende attualizzare lo strumento  della «spigolatura», termine con il quale si intende  storicamente la “raccolta delle spighe nei campi dopo la mietitura”, il “raccolto dell’incolto”.
Spigolare era facoltà data in passato ai poveri: i chicchi rimasti in campo - dopo che il grano era stato tagliato e raccolto in covoni - erano a disposizione dei più svantaggiati. Tale pratica può essere funzionale oggi sia all’esigenza di lottare contro lo spreco, sia a quella di sostenere i piccoli produttori - sempre più in difficoltà nel far fronte alle dinamiche dei mercati – e ancora per riattivare la dimensione «sociale» dell’approvvigionamento e del consumo di cibo.
Non meno importante, appare come una proposta culturale anti «omologazione»: sul cibo è stata condotta un’operazione fortissima di omologazione ai fini dell’adesione a precisi canoni estetici. 
 

Beneficiari
I beneficiari diretti del progetto risultano essere i produttori agricoli e le associazioni di categoria da una parte, le associazioni del terzo settore che organizzano gruppi di volontari/spigolatori e gli utilizzatori finali dei prodotti spigolati dall’altra.

Il progetto risponde a 3 ordini di bisogni:

  • Riduzione dello spreco/perdita in campo;
  • Riduzione della difficoltà economica delle fasce deboli della popolazione nell’accesso   al cibo;
  • Valorizzazione del legame solidale città-campagna e promozione delle relazioni interpersonali e intergenerazionali.

La fase di verifica preliminare ha consentito di avere la prima adesione di 4 produttori di frutta della zona di Lagnasco (che afferiscono alla cooperativa Ortofruit Italia) che mettono a disposizione del progetto pilota circa 8/10 ettari di terreno coltivato a pesche e mele. Il cibo eccedente e non raccolto (ma edibile e quindi spigolabile) è stimato essere fino al 5% circa della produzione totale, che si traduce in un quantitativo di circa 8-10 tonnellate nel primo anno (orientativamente 4 tonnellate di pesche e 6 tonnellate di mele).

 
 

Biblioteche viventi

Chi si conosce, si rispetta

La "Biblioteca vivente" è una biblioteca fatta non da libri e scaffali, mada persone in carne ed ossa che raccontano storie, le loro storie, spesso segnate da sofferenza e pregiudizi.

L’obiettivo di questa iniziativa è di trasformare discriminazioni e pregiudizi in dialogo, in relazioni positive e di rispetto tra persone: con la “biblioteca vivente” si ha infatti l’opportunità di entrare in contatto con persone con cui nella quotidianità non si ha occasione di confrontarsi, conoscerle e, attraverso il dialogo, riconoscere l’umanità che è nell’altro.

Origini

La biblioteca vivente nasce nel 2000 in Danimarca, grazie ad un’idea dell’associazione “stop the violence” a seguito di un’aggressione a sfondo razzista che ha portato l’associazione a riflettere su una metodologia che fosse interattiva per parlare di discriminazione, affrontarla e possibilmente distruggerla.

A partire dal 2003, la Biblioteca Vivente è stata poi adottata dal Consiglio d’Europa come buona prassi e diffusa in tutta Europa. L’Associazione LVIA ha deciso di utilizzare questa metodologia per diffondere una cultura di parità, non discriminazione e per favorire processi interculturali nei territori in cui opera.

Il video realizzato sulle attività di biblioteca vivente, con immagini e interviste ai partecipanti

Struttura

LVIA nell’organizzare quest’attività ha predisposto “un catalogo” con i titoli dei libri – persone risorsa che hanno accettato di mettere a disposizione la propria storia per l’iniziativa (oggi sono circa una decina), e ha realizzato un vero e proprio allestimento ad hoc composto da tavolini, sedie e sagome con i personaggi da rappresentare.

Il lettore che arriva alla biblioteca vivente ha a disposizione alcuni bibliotecari chelo aiutano a scegliere il libro dal catalogodove sono presenti i titoli dei libri viventi all'interno della biblioteca: una volta selezionato il titolo, viene accompagnato dai bibliotecari dal libro vivente e ha a disposizione un tempo massimo di 30 minuti per la "lettura" del libro viventefaccia a faccia con le storie di uomini e donne spesso nascoste da comuni pregiudizi, con l’obiettivo di aiutarlo a superare la "paura del diverso".

Un’opportunità di incontro con l’altro, una maratona di storie e lo stupore di “riuscire a raccontare così tante cose e toccare così tanti temi scottanti in poco tempo”, commenta Luca, uno dei libri. Rimane il segno che lascia l’incontro con le persone e con le loro storie: un momento di scambio e di crescita per tutti che contribuisce alla costruzione di una società veramente interculturale ed in grado di riconoscere l’unicità in ognuno di noi, non la differenza nell’altro.

Educazione alla cittadinanza globale

 
Per contribuire a costruire delle risposte agli squilibri esistenti nel mondo e alle loro conseguenze, la LVIA si propone di rappresentare un’espressione di cittadinanza responsabile e solidale. Per questo, offriamo opportunità di educazione, informazione e formazione sui temi dello sviluppo globale.
 
Educazione alla cittadinanza mondiale nelle scuole, progetti educativi e di scambio scolastico internazionale, concorsi scolastici, mostre e video, forum nazionali, corsi di formazione alla cooperazione internazionale, campagne di solidarietà sono le proposte formative pensate per tutti, dai più piccoli, ai giovani, agli adulti.
 
 
 
Progetti con le scuole
 
Proposte didattiche per le scuole
 
Proposte didattiche
Acqua
E noi restiamo a guardare (LVIA Forlì nel Mondo)
La Settimana dell'Acqua  (LVIA Palermo)
 
Ambiente ed energia
Afrique Plastique - promosso da LVIA Forlì nel Mondo
 
Sovranità alimentare
Io equo - coltiviamo un'altra economia (LVIA Forlì nel Mondo)
 
Intercultura
Il mondo è la mia casa (LVIA Palermo)
La valigia interculturale (LVIA Forlì nel Mondo)
Vita da Giovani in Italia e in Africa - concorso scolastico e mostra fotografica, promosso da Claudio Massarente, LVIA, Artivisive-Controfigure
 
 
Diritti umani 
Diritti e rovesci (LVIA Forlì nel Mondo)
Sana e robusta costituzione (LVIA Forlì nel Mondo)
 
 
Formazione nell'ambito della cooperazione internazionale 
Scuola SPICES a Forlì  (LVIA Forlì nel Mondo)
 

 

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